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Aromaterapia, naturalmente!
Grosjean, Nelly
ART. 000145
Copertina a 4 colori, plastificata
176 Pagg.
Collana: Ben-essere
Argomenti: Aromaterapia, Olii essenziali, Hydrosol
Genere: Manualistica
ISBN: 88-87622-46-9

Dall’autrice di Aromaterapia per animali un agile e completo metodo per comprendere e usare questa medicina naturale preventiva e curativa, già molto nota alle antiche civiltà del passato. Gli olii essenziali, devono nascere da piante aromatiche selvatiche, o coltivate nel pieno rispetto della natura. Il piccolo manuale presenta gli olii essenziali e le ricette di base per beneficiare delle loro virtù. Vi insegna anche ad essere in perfetto accordo con le vostre vere aspirazioni condizione necessaria perché gli olii essenziali funzionino veramente bene. È inoltre il primo libro pubblicato in Italia in cui si faccia menzione degli hydrosol.

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Prezzo 9,50
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Aromaterapia, naturalmente!

 

 

 

capitolo i

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Sotto il segno dei delfini

 

E quando pittori e scultori rimanevano estasiati dal suo portamento, essa spiegava loro gravemente: “Tutto ciò si apprende frequentando i fiori”.

Roman Gary

 

 

Ho mai pensato che il mare fosse anch’esso un giardino meraviglioso? Poco più di un anno fa, mi recai in Africa in cerca di fiori e mi trovavo su di una barca a vela al largo delle coste del Senegal; era il tardo pomeriggio di una bella giornata di sole e, proprio in quel momento, mi trovavo a prua. Mi stavo la-sciando cullare dai movimenti del mare, quando li vidi in lontananza: i delfini. Ce n’erano a decine, a centinaia, “Parecchie centinaia”, mi corresse immediatamente Boubacar.

Mi sporsi con le braccia penzoloni nell’acqua così che potessero venire ad accarezzarmi le mani: avevo voglia di toccarli e di tuffarmi per entrare nel loro mondo e lasciarmi pervadere dalla loro gioia e dalla loro intelligenza. Avevo l’impressione che i delfini cercassero di comunicare con me, affascinata dal loro magnifico balletto. Ben presto mi persuasi che mi stessero invitando a unirmi a loro (più tardi, i miei amici mi spiegarono che i delfini si comportano spesso in questo modo, e che è piuttosto difficile resistere a quel canto di sirene). Li vedevo danzare nella luce e nei riflessi dell’acqua, l’incantesimo dei loro giochi mi aveva letteralmente travolta. Per più di un’ora vissi, con loro, un’intensa emozione. Mi venne voglia di comprenderne il linguaggio segreto, tante erano le abbacinanti aspirazioni che mi affollavano il cuore. Il richiamo dei delfini era partecipe di un meraviglioso saluto alla bellezza e alla pienezza del mondo, alla magica evidenza dei nostri desideri, al turbamento delizioso nell’aprirsi ad una dimensione tutta spirituale, e di che cosa ancora? Di un’intelligenza e un sapere di cui andavo in cerca sin dall’adolescenza; sì, ho pensato che il mare fosse un giardino, e che avevo la fortuna di scoprirne un’inedita prospettiva grazie alla presenza gioiosa di quei favolosi delfini pacifici.

Quella sera, mi venne in mente questo libretto di aromaterapia e subito pensai che occorreva cominciarlo salutando, a mia vol-ta, quei delfini biricchini e ridenti. Dovevo pur manifestare loro tutta la mia riconoscenza: mi avevano regalato uno dei più bei momenti della mia vita, uno di quei momenti in cui sembra che il mondo improvvisamente vi si apra davanti, in una complicità straordinaria e allo stesso tempo semplice, che esso si avvicini alla perfezione, e che una pioggia fine di stelle vi inondi il cuore. Questa volta, tuttavia, sapevo da dove provenivano le preziose stelle: erano i riflessi e il fulgore del sole sulla pelle lucente dei delfini nel loro gioioso scortarmi.

 

Con la loro corsa scherzosa e con tutti i loro salti giocosi i delfini mi riportarono sostanzialmente agli avvenimenti, più o meno lontani, della mia vita trascorsa. Mi ricordai della scoperta meravigliata del mondo degli aromi? Forse sì: mi rividi ancora adolescente mentre scoprivo i misteri delle foreste di abeti del Jura. Vivevo lì con i miei genitori, alla frontiera con la Svizzera, nel mulino di Bief, una casa straordinaria aperta a tutti coloro che desideravano prendersi una pausa nella vita, una pausa, diciamo, “naturale”, per ritrovare la propria vera natura e ripartire in modo più sano, con “il piede giusto”.

I primi ricordi di profumi e sapori della mia infanzia sono le bevande agli oli essenziali di pino e geranio che sorseggiavamo davanti al camino. Del resto, l’olio essenziale di geranio rimane il mio preferito, quello che mi affascina e mi rassicura, e del quale lodo le straordinarie proprietà benefiche. A casa dei miei, eravamo tutti appassionati di oli essenziali: mio padre, che soffriva d’asma, si era costruito una specie di diffusore d’essenze con, per quel che mi ricordo, gli oli essenziali di lavanda, pino, eucalipto, lemongrass o melissa che si diffondevano nell’atmosfera facilitando e fortificando la sua respirazione e profumando tutto.

Ogni sera nel nostro “bar del timo”, grandi e piccini potevano gustarsi un saporito grog aromatico che la mamma ci preparava amorevolmente e che mi insegnò molto presto a fare. Mamma Irene è una grande specialista, mondiale, non esagero, delle preparazioni aromatiche: datele tre fili d’erba, un po’ d’olio, tre foglie d’insalata, qualche pezzetto di carota e due rape, e vi preparerà in un batter d’occhio un incredibile cocktail di cui vi ricorderete per il resto della vita! Non potete neppure immaginare tutto quello che mamma può inventare come cocktail di frutta, verdura, germogli, e così via! C’è da mandare in estasi un intero paese con il suo mixer magico e le sue straordinarie ricette aromatiche! Certamente è da lei che ho preso l’amore per le piante e per i fiori, per i giardini e le foreste; ed è sempre da lei che viene la mia spiccata inclinazione per quelle meravigliose ricette “tutta natura”, dove si manifestano tutti i profumi e tutti i sapori delle stagioni della terra; e mi ha trasmesso la cura che metto nel migliorare ciascuna delle mie preparazioni.

Le domeniche della mia infanzia, le dedicavamo a raccogliere fiori, bucaneve o giunchiglie, funghi, mirtilli e lamponi nel corso di lunghe passeggiate. Forse da bambini siamo più svegli, più disponibili a scoprire odori e sensazioni: anche se ci sembra, più tardi, di aver perduto un po’ di queste facoltà o che si siano smorzate col tempo, fino a quando, per esempio durante una passeggiata, non ritroviamo intatta, improvvisamente, la vertiginosa sensazione iniziale che credevamo di aver dimenticato, il profumo balsamico dell’abete, quello sottile del narciso o quello profondo del giglio.

Tutti hanno vissuto, almeno una volta, un’esperienza simile: senza aspettarcelo, basta respirare un solo effluvio profumato ed ecco che tutto un periodo della nostra vita ci torna in mente, al completo, perfetto, nei minimi particolari. Questa straordinaria “memoria olfattiva” mi affascina; la potenza evocativa e la grande precisione di tali sensazioni improvvise provocano sorprendenti viaggi nel nostro stesso passato, che ci lasciano rapiti e intimiditi insieme: ciò che ci affascina di più è ritrovare quell’estrema acutezza che avevamo in gioventù. Oltre all’acutezza, ci accade di dimenticare un certo stato d’animo di fronte alle mille ricchezze della natura. Per quanto mi riguarda, da ragazza, ebbi la fortuna di incontrare una specie di eremita che viveva nei boschi: un uomo senza età, barbuto, coltissimo, che mi prese in grande simpatia e mi fece scoprire, per l’appunto, quelle ricchezze che sono alla nostra portata, vicino a noi, in noi, e che, molto spesso, poiché non sappiamo né vederle né riconoscerle, finiamo per ignorare.

Di lui, non direi che fu per me un maestro del pensiero, quanto piuttosto un maestro nell’“apprendere”; era paziente, molto vicino alla natura e con una sensibilità formidabile. È da lui che ho imparato a respirare, a sentire, ad annusare tutti gli odori dei boschi, ad ascoltare il vento e i fruscii nel fogliame, a meditare e a guardare su in alto nel cielo dove il sole, la luna e le stelle scrivevano il ritmo delle stagioni; egli mi trasmise anche dei rudimenti di astronomia e di astrologia medica. Mi fece anche digiunare; e mi ricordo di una volta in cui, dopo un digiuno di quatto o cinque giorni, mi diede da mangiare una fragola chiedendomi di assaporarla a lungo così da nutrirmi e saziarmi come se ne avessi ingoiato un chilo! L’esperimento riuscì perfettamente: in effetti mi sembrò, dopo averla gustata con tanto piacere, di avere la pancia pienissima, come se ne avessi mangiato a tonnellate! Fu lui che, certamente, mi insegnò anche a preparare dei liquori alle erbe: era un uomo stravagante, sicché mi mostrò come dosare un liquore di assenzio, di verbena oppure di geranio, fiore che aveva già catturato, all’epoca, tutta la mia attenzione di erborista in... erba.

indice

 

 

Cap. I -           Sotto il segno dei delfini                       1

            Buongiorno, signor Poujade!                21

Cap. II -          L’amicizia delle piante

                        complici                       25       

            Nel giardino dei semplici                      33

            Un giro nel mondo degli aromi             37

            Una coltivazione rispettosa

            della vita                      40

            Addomesticare l’invisibile                    42

            Caratteristiche degli oli essenziali                      47

            Proprietà degli oli essenziali                  51

            Come trarre beneficio dalle virtù

            degli oli essenziali?                   57

Cap. III -         I principali oli essenziali                        61

Cap. IV -         Oli essenziali

                        complementari             115

Cap. V -          Disturbi principali                     119

Cap. VI -         Le proprietà principali

                        degli oli essenziali                     127

Cap. VII -       La vostra farmacia naturale                  129

Cap. VIII -      Le dieci regole d’oro

                        del viver sano               133

Cap. IX -         Uno spiraglio sull’aura              141

Bibliografia dell’edizione francese                    147



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