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Conversazioni con Loro
Meurois-Givaudan, Daniel
ART. 000149
Copertina a 4 colori plastificata
192 Pagg.
Collana: Libri di Anne e Daniel Meurois-Givaudan
Argomenti: Viaggio astrale, Insegnamenti
Genere: Saggistica
ISBN: 88-87622-18-3

“Loro” sono persone appartenenti a una diversa umanità, un’umanità che vive in un’altra dimensione, a un grado più elevato di evoluzione. A Daniel Meurois è capitato all’improvviso, in pieno stato di veglia, di ricevere un segnale, una voce chiarissima e gentile, che si è puntualmente ripresentata per un anno intero; questo è il diario delle numerose “conversazioni” che ne sono seguite, straordinariamente chiarificatrici nei confronti delle molte (e spesso confuse) nozioni che travagliano gli umani impegnati nella ricerca della verità.

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Prezzo 13,50
Se volete un assaggio...

CONVERSAZIONI CON LORO

CAPITOLO I
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Per dire la verità...


Come presentare un libro di questo genere? Ho continuato a chiedermelo anche mentre le pagine si succedevano sotto la penna, mese dopo mese. Per dire la verità, una vera risposta ancora non l’ho trovata, tanto è sconcertante il fenomeno che lo ha generato. Sconcertante per la sua regolarità, per l’intensità, e soprattutto per la provenienza. Eppure, lo sa il Cielo se la mia vita, fin qui, non è stata costellata di eventi straordinari, conducendomi su sentieri frequentati da poca gente, pur condividendo con moltissimi un’intensa avventura interiore. E ogni giorno misuro quanto sia grande questo privilegio, ma anche la responsabilità che ne deriva.
Che altro poteva dunque capitarmi, di più sconcertante, rispetto a ciò di cui ero stato testimone fin qui?
Semplice: la visita quasi quotidiana, e in pieno giorno, di una Presenza, di una voce chiara, ferma, volitiva, tenera.
La voce della coscienza? Nossignori.
Immaginate che qualcuno vi abbia sistemato un altoparlante fra le orecchie, nel centro del cranio, e che una persona invisibile vi parli molto distintamente per suo mezzo. A questo punto avrete un’idea del fenomeno.
L’esistenza che mi è stato dato di vivere fino a oggi mi ha “svezzato” a ogni genere di manifestazione, ma non per questo le ha banalizzate.
Per me, la novità sta essenzialmente nel modo in cui fin dall’inizio si è svolto il contatto interiore che, scoprirete, non è mai stato un monologo né una sorta di “trasmissione di informazioni” per mio mezzo; è stato invece un vero e proprio dialogo, quasi di un’intervista.
Niente medianità subita, niente “channeling”: mi sono ritrovato a discutere con una Presenza impercettibile per gli occhi fisici, con la naturalezza e in un modo diretto quanto potrebbe accadere se discutessi individualmente con ognuno dei miei lettori, senza essermi preparato prima, senza alterazioni dello stato di coscienza, senza perdita di conoscenza, senza alcuna modificazione fisica... Insomma, in modo naturale e spontaneo.
Avevo bisogno di alzarmi un attimo dalla scrivania per bere una tazza di tè? Nessun problema: la discussione veniva sospesa, il tempo di dissetarmi.
Ne è nato un vero e proprio “diario di bordo”, che riporta una conversazione concreta, profondamente legata all’attualità, ove il protagonista è una sfaccettatura della vita di cui praticamente non sappiamo nulla, perché “fa fine” riderne, metterla all’indice, senza mai darsi la pena di rifletterci veramente e senza pregiudizi.
È facile immaginare le obiezioni e riassumerle: ci saranno quelli che non crederanno all’affidabilità della mia testimonianza, e allora o sono sincero, ma soffro di una forma di schizofrenia speciale, non tanto comune, oppure sono un ciarlatano dotato di un certo talento, che si serve di un procedimento letterario per esporre le proprie opinioni o attirare l’attenzione.
A queste obiezioni ho fatto l’abitudine, e non mi turbano più. Perché? Perché provengono sempre da persone che non mi conoscono, il cui cammino non si è mai neppure incrociato con il mio, e che non sono mai entrate in contatto diretto né con me né con i miei libri.
So bene che non ho prove a favore, tranne la coerenza fra quello che dico e quello che faccio nella vita. Tutto il resto fa parte delle convinzioni personali, dell’apertura mentale.
Non ho mai voluto “dimostrare” qualcosa, ma piuttosto suggerire, evocare nuove piste di riflessione, e neanche questa volta comincerò una crociata per assennarvi, a colpi di argomentazioni, qualcosa che avrebbe l’aria d’essere “la mia verità”! C’è molto di meglio da fare, e soprattutto, molto di meglio da... essere!
Come porsi, allora, davanti a questa nuova testimonianza? Forse accettando semplicemente l’idea che esista una terza possibilità, che si tratti di un vissuto autentico, fermo restando che è sconcertante perché non fa riferimento a qualcosa che conosciamo o che possiamo riconoscere; ci si avventura infatti in un aspetto della vita praticamente inesplorato. In ultimo, perché questo vissuto rappresenta un lavoro da pioniere, con tutti i rischi e tutte le opposizioni che ne possono derivare.
C’è chi è capace di comporre e mandare a mente intere sinfonie; altri sono in grado di elaborare potenti programmi informatici. Io, invece, espongo qui il frutto di una capacità umana che forse, un giorno, avrà diritto di cittadinanza allo stesso titolo di altre. Niente di misterioso, niente di delirante, nessun lavoro di immaginazione, ma piuttosto il prolungamento del nostro essere verso nuovi orizzonti.
Ci vorrebbe certo la curiosità, l’audacia, e anche l’umiltà di scienziati veri (e l’esperienza mi prova che sono pochi, in circolazione) per ammettere, studiare e riconoscere ufficialmente che devono esistere parametri e leggi ancora insospettabili, che reggono il funzionamento dell’universo e della mente umana. Un intero campo da esplorare!
Resta il fatto che quest’opera non ha altro scopo se non di rispondere il più chiaramente possibile a una folla di interrogativi comuni a tutti noi, in questa società sempre in preda al dubbio, all’abbattimento, all’assenza di ideali e alla perdita totale della propria identità. Ci apre nuove porte in diretta, altre le abbozza soltanto; e soprattutto, per fortuna, abbozza anche mille buone ragioni per sperare.
Sarebbe inutile leggerla tutto d’un fiato per poi sistemarla nella libreria e dire “la conosco, l’ho già letta”.
Credo, per esperienza, di poter dire che gli argomenti che qui ho trascritto fedelmente sono di quelli su cui si può ritornare spesso a riflettere.
Credo anche che siano, soprattutto, parole che è davvero ora di incarnare.
Esplorare le fonti di una felicità possibile, non aprire le ali prima di aver guarito le proprie radici, smettere di vivere tra parentesi, questo è lo scopo di Conversazioni con Loro.



Se vi interessa questo Autore:
Meurois-Givaudan, Daniel

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