Copertina a 4 colori, plastificata
134 Pagg.
Collana: Libri di Anne e Daniel Meurois-Givaudan
Argomenti: Antico Egitto, Esercizi pratici, Esseni
Genere: Saggistica
ISBN: 88-87622-31-0
Stiamo ormai riscoprendo che il dono prezioso della salute è il risultato di un equilibrio sottile fra l’anima e il corpo, ma sappiamo ancora ben poco se paragoniamo le nostre attuali conoscenze con la straordinaria scienza terapeutica sviluppata dagli Egizi e poi ereditata dagli Esseni. Daniel Meurois ci offre straordinari elementi per comprendere e praticare la guarigione così come veniva praticata allora. Il metodo, riesumato per intero negli annali dell’Akasha, la memoria eterica del pianeta, va dall’autovalutazione del proprio sviluppo (come misurare lo sviluppo del nostro terzo occhio) all’uso terapeutico della saliva per riarmonizzare il malato con la Terra; dalla spiegazione di cosa accade nei corpi sottili durante un’unzione, a come consacrare un olio; da come imprimere una determinata “corrente di guarigione” nelle terapie energetiche a come servirsi degli archetipi… Dedicato non solo ai terapeuti, ma a chiunque voglia capire meglio come funzioniamo.
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COSI’ CURAVANO GLI ESSENI
INTRODUZIONE
Ho esitato a lungo prima di lanciarmi nella stesura di quest’opera. Dopo la pubblicazione de Le vesti di Luce alcuni anni fa, pensavo di aver esaurito il mio contributo personale alla diffusione, rivolta ad un pubblico più vasto, di quel particolare approccio della malattia e delle terapie che si fonda sulla lettura dell’aura. Da allora, tuttavia, le cose si sono enormemente evolute: sono state condotte numerosissime ricerche e si sono aperte molte porte, sia collettivamente che individualmente.
In questo vasto movimento di riflessione e di sperimentazione, è accaduto che anch’io, spontaneamente, abbia approfondito lo studio della struttura energetica del corpo umano.
Anno dopo anno, con l’acuirsi delle mie percezioni, sono affluite altre informazioni e mi sono ritrovato con una summa di nuove conoscenze che incessantemente alimentavano un ulteriore approccio a quello stato di equilibrio che chiamiamo salute.
Ritenevo, tuttavia, di doverne limitare la diffusione a un ristretto numero di persone, dal momento che la mia ricerca si era sviluppata in seno a un così vasto movimento di interesse per le terapie cosiddette “alternative”, che ci si ritrovava quasi con più terapeuti che malati! Tutte le infatuazioni hanno i loro eccessi, e io non desideravo alimentare quella che stava diventando una moda.
Se oggi la mia posizione si è modificata, è perché mi sembra che, finalmente, si sia passati a un altro stadio: lo stadio del discernimento, dell’assimilazione delle informazioni e, di conseguenza, a una fase di una maturazione. Dalla mischia sono emersi terapeuti autentici, capaci di accompagnare l’essere umano nelle profondità della salute globale.
Quando parlo di “terapeuti autentici”, penso a quelli che esercitano o che imparano (spesso, entrambe le cose insieme) al di fuori dei giochi di potere e degli integralismi, con competenza, onestà, passione e compassione.
È per loro che, alla fine, mi sono deciso a scrivere queste pagine. Per loro, e anche per tutti quelli che mi piace definire “gli apprendisti sinceri della vita”, le persone che, senza per altro definirsi terapeuti, aspirano a saperne un po’ di più su se stesse, cercando di fare, con la modestia che le contraddistingue, il massimo bene intorno a sé. Fra i destinatari di quest’opera, la loro è la categoria più numerosa, il che spiega perché io abbia ripreso, in queste pagine, alcune nozioni di base.
Quello che avete fra le mani è dunque certamente uno strumento di lavoro, una metodologia, ma è soprattutto un libro che parla di un atteggiamento del cuore e dell’anima. In tal senso, si rivolge a qualsiasi essere umano che semplicemente aspiri a crescere conoscendo un po’ meglio quella straordinaria unione di denso e sottile che è in ciascuno di noi.
Da dove ho tratto queste informazioni? Dalla stessa fonte che ha suscitato le altre mie opere: dalla mia capacità naturale di oltrepassare le frontiere fra i mondi, una facoltà che è cresciuta ancora da quando ho integrato in essa una constatazione importantissima: siamo, prima di tutto, esistenze vibratorie… Il che significa, per essere più chiari, che la nostra realtà è tale, simultaneamente, su diversi livelli di esistenza che costantemente interferiscono gli uni con gli altri. Questo significa anche che il sottile preesiste al denso, e che la linea che li separa è alquanto permeabile.
Di conseguenza, volgersi alla salute totale dell’essere e cercare di mantenerla in equilibrio presuppone che si tenga sempre a mente il senso della sua unità, anche attraverso la percezione della sua multidimensionalità. È in questa direzione che va Così curavano.
Sviluppare questa visione e integrarla in una prassi terapeutica è certamente il lavoro di una vita intera, sicché quest’opera non pretende di essere nulla più che un tassello supplementare nel tentativo di conseguire una comprensione globale del funzionamento del nostro corpo.
La sua originalità — ed è per questo che, alla fin fine, mi sono deciso a scriverlo — probabilmente sta nel fatto di restituire nel modo più fedele possibile certe prassi terapeutiche che erano in voga alla periferia del bacino mediterraneo alcune migliaia di anni or sono: in particolare, alludo alla civiltà egizia del periodo di Amarna, sotto il faraone Akhenaton, oltre che alla tradizione terapeutica essena, che ne ricevette direttamente il retaggio.
Sarebbe grandemente errato considerare le conoscenze di quei tempi antichi come un insieme di superstizioni, buone solo per farci sorridere: infatti molte delle prassi di allora coincidono in modo sorprendente con alcune chiavi di comprensione di quella che oggi chiamiamo “medicina olistica”.
Alla luce delle mie ricerche nel passato e delle mie esperienze, non posso fare a meno di constatare ancora una volta che le prassi attuali non sono il risultato di scoperte vere e proprie nel senso primo del termine, bensì verità fondamentali relative al corpo umano riscoperte; si limitano a riemergere, ai giorni nostri, in categorizzazioni diverse da quelle di un tempo.
Credo fermamente che nessuna medicina dovrebbe escludere le altre; la saggezza consiste nel saper maneggiare ciascuna medicina in modo intelligente, accettando che tutte siano compartecipi dell’elaborazione di un insieme coerente.
È dunque con questo proposito che vi consegno, ora, questo metodo di lavoro: non per creare o alimentare un’altra scuola, ma con la speranza di allargare il campo del pensiero umano fornendo alle nostre mani e al nostro cuore qualche strumento supplementare. Buona riflessione, e buon esercizio!
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