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La sindrome del gemello scomparso
Il gemello che non sapevi di aver avuto
Austermann, Alfred R. e Bettina
Novità
ART. 000231
Copertina a 4 colori plastificata
304 Pagg.
Collana: Ben-essere
Argomenti: Gemelli, Guarigione, Parto
Genere: Saggistica
illustrazioni: con numerose fotografie in b/n
ISBN: 978-88-89382-51-6

Sapevi che una gravidanza su dieci inizia con più embrioni? Perlopiù essi scompaiono, a volte prima ancora della prima ecografia, a volte molto dopo. Uno solo di essi nascerà.

La psicologia prenatale ha scoperto che il feto, persino allo stato embrionale, soffre enormemente per questo lutto così precoce, che, per milioni di persone, sarà per tutta la vita la causa di uno struggimento, di un malessere profondo, talvolta di grande aggressività e irrequietezza, o addirittura di un senso di colpa per essere al mondo e di un desiderio di morte.

E' la sindrome del gemello scomparso, da cui si può guarire solo se prima la si è riconosciuta. Come riconoscerla e come guarirla (con le Costellazioni familiari ed altri metodi) è il contenuto, ricchissimo di casi, di questo libro giunto ormai alla sua terza edizione e tradotto in 6 lingue.

1 su 10 di noi potrebbe essere uno di questi gemelli sopravvissuti, e non sapere da dove viene il suo "inguaribile" disagio di vivere...

Alfred. R. Austermann è all'origine dell'AquaRelease-terapia in acqua calda e della Lifedance, una terapia della danza e del corpo. E' specializzato in terapia sistemica familiare, risoluzione dei traumi e psicologia prenatale. Bettina Austermann è specializzata in Gestalt, PNL, terapia familiare sistemica e risoluzione dei traumi.

 

 

Errata corrige: a seguito di una segnalazione, ci accorgiamo di non avere segnalato nei credits del libro la dicitura corretta. Eccola:

© Königsweg Verlag, Berlin 2006, troisiéme édition 2009 Das Drama im Mutterleib, der verlorene Zwilling
© 2007 Le Souffle d’Or, Gap, Le Syndrome du jumeau perdu
Edition de language italienne réalisée par l’intermédiation de l’Agence Littéraire Eulama

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Prezzo 20,00
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INTRODUZIONE


La nostra formazione quali terapeuti include terapie del corpo, Gestalt, terapia del trauma, costellazioni familiari e lo psicodramma, ed esercitiamo da molti anni (venti Alfred, e dieci Bettina). È dal ‘98 che ci occupiamo del tema del gemello scomparso e di quello che sopravvive, di cui solo ultimamente si è occupata la ricerca in campo psicologico; nell’ambito del nostro lavoro abbiamo potuto osservare come molte sofferenze inesplicabili e molti drammi relazionali siano correlati al problema del gemello scomparso; abbiamo incontrato molte persone che ci ponevano disperatamente la domanda: «Che cosa non funziona in me? Perché le mie relazioni non vanno?» o «Perché sul piano professionale non va?» Abbiamo incontrato gente alla ricerca costante di qualche cosa di inesplicabile: persone che avevano girato in lungo e in largo il pianeta innumerevoli volte, o che avevano già seguito diverse terapie senza un risultato degno di nota, o che avevano cercato l’illuminazione spirituale o, ancora, che avevano superato la morte di un amatissimo animale domestico solo dopo molti anni: sono solo alcuni esempi. In retrospettiva, basata sulla nostra conoscenza della sindrome del gemello scomparso, siamo in grado di comprendere tutte queste persone che cercano l’altro disperatamente e spesso inconsciamente.
Abbiamo visto profondi cambiamenti nelle vite di molti nostri pazienti (adulti, adolescenti e bambini) dopo la scoperta di un gemello scomparso, scoperta che ha infine consentito loro di esperire pienamente l’amore e la felicità. Proviamo gratitudine per aver potuto fornire loro un aiuto decisivo: sono esperienze che non vogliamo tenere per noi, ma che desideriamo rendere accessibili a tutti attraverso questo libro.
Negli ultimi anni, un po’ dappertutto nel mondo vi sono psicologi che scoprono separatamente gli uni dagli altri l’importanza del gemello scomparso in utero. “Gemello scomparso” è un’espressione che definisce bene il punto di vista del co-gemello sopravvissuto, il quale ha vissuto come una perdita la morte del fratello quando era nell’utero. La “sindrome del gemello perduto” si riferisce alla scomparsa di un embrione in gravidanze gemellari confermate tali da un’ecografia all’inizio della gravidanza. Nel 1993, Elisabeth Noble fu la prima a descrivere le sue terapie rivolte ai co-gemelli sopravvissuti nel libro Primal Connections [“Legami primali”, N.d.T.]; in Germania, fu invece Norbert Mayer a scrivere il primo libro sul fenomeno (Der Kain Komplex [“Il complesso di Caino”, N.d.T.], 1998). Io stesso (Alfred) ho scoperto il fenomeno dieci anni fa durante alcune costellazioni familiari senza aver mai saputo di quei libri, e ho cominciato a raccogliere le mie esperienze in materia. Otto anni fa, mia moglie Bettina si è unita a me. Grazie alla sua esperienza professionale e al fatto che ha una gemella omozigote vivente, ha una profonda conoscenza diretta di cosa significhi avere un gemello o averne avuto uno, e con ciò il suo apporto al nostro lavoro è determinante. Abbiamo scritto insieme questo libro.
Poco prima di scrivere quest’opera, abbiamo ricevuto da una nostra allieva belga il libro, fresco di stampa, Un seul être vous manque [“L’unico essere che vi manca”, N.d.T.], del medico e psicoterapeuta francese Claude Imbert (2004). Leggendolo siamo rimasti a bocca aperta nel constatare che ciò che dice riguardo alle ripercussioni della perdita di un gemello era molto simile alle nostre scoperte. Anche la sua terapia è simile alla nostra, benché l’autrice vi sia giunta seguendo una strada diversa.
Dalla pubblicazione della prima edizione del nostro libro, molto altro è stato scritto sull’argomento: Gesucht – Mein verlorener Zwilling [“Ricercato: il mio gemello perduto”, N.d.T.], di Barbara Schlochow, Der verlorene Zwilling [“Il gemello perduto”, N.d.T.], di Evelyne Steinemann, e Untwinned [“Sgemellato”, N.d.T.], di Althea Hayton.
Gli psicologi, in tutto il mondo, stanno ormai prendendo coscienza del fenomeno; è dunque tempo di contribuire ad allargare l’orizzonte collettivo della psicologia prenatale con l’importante scoperta della morte di un gemello in utero.
Vivere così da vicino la morte di un fratello o di una sorella e poi rimanere soli ha conseguenze enormi sulla vita delle persone interessate, e le recenti analisi ecografiche confermano che questo terribile dramma prenatale è stato vissuto da quasi una persona su dieci…











CAPITOLO I

I gemelli: sono davvero un fenomeno raro?


Dieci anni fa (è Alfred che scrive) incontrai per la prima volta, nell’ambito della mia professione, una paziente che aveva perso un gemello quando era nel ventre di sua madre. Prima di allora non avevo mai pensato che la perdita di un gemello nell’utero potesse significare qualche cosa per chi l’avesse esperita: era per me teoricamente plausibile il fatto che in alcune gravidanze fossero esistiti contemporaneamente due embrioni e che poi uno dei due fosse scomparso, ma trovavo inconcepibile che potesse essere un evento frequente, e che potesse essere così importante nella vita dell’“ex” gemello, nato solo. Se qualcuno, prima delle mie scoperte, me ne avesse parlato, probabilmente avrei liquidato la faccenda come una stupidaggine “esoterica”. Ma la vita è un buon maestro: la scoperta del gemello scomparso ha fornito una soluzione fondamentale agli interrogativi e ai problemi di molti miei pazienti che altre visualizzazioni o altri metodi non erano stati in grado di risolvere.
Prima di imbattermi nel “gemello scomparso”, mi ero già interessato al periodo trascorso nel ventre materno. Con il sostegno di colleghi fidati avevo vissuto in prima persona una profonda esperienza di regressione prenatale in acqua calda, e in seguito avevo accompagnato in quell’esperienza i miei pazienti: avevo effettivamente osservato alcuni movimenti involontari che si verificavano nell’acqua tiepida durante un completo rilassamento, ma non avevo capito, allora, che quelli erano i movimenti di un gemello che gioca all’interno dell’utero con suo fratello o sua sorella.
Per riuscire a capire cosa fossero ho dovuto imbattermi nel fenomeno del gemello scomparso.
Poco tempo dopo incontrai mia moglie Bettina, e insieme incominciammo ad osservare e analizzare più attentamente tale fenomeno. L’esperienza relazionale di Bettina con la sua gemella omozigote è stata una base inestimabile nel nostro lavoro con centinaia di pazienti.
Le nostre osservazioni erano spesso simili, ed eravamo stupiti di vedere quante volte, nel nostro lavoro, ci imbattevamo in gemelli scomparsi. Insieme abbiamo raccolto il materiale di ricerca, i protocolli terapeutici e le lettere dei nostri pazienti e abbiamo deciso di farli confluire in un libro accessibile a tutti.
I fatti clinici sono stati un punto importante della nostra ricerca: volevamo sapere se le scoperte che avevamo fatto grazie ai nostri metodi psicologici corrispondevano alle scoperte scientifiche, ed eravamo soprattutto focalizzati sui seguenti interrogativi: a partire da quale momento si può effettivamente identificare un gemello con l’ecografia? Che cosa si vede effettivamente in modo chiaro? Che cosa sentono gli embrioni nell’utero? Una risposta chiara e netta è venuta dal Belgio, nella cui parte francofona ci rechiamo spesso per i nostri seminari di costellazioni familiari e sistemiche.
I belgi sono all’avanguardia nel campo della medicina prenatale. Le ecografie differenziate durante la gravidanza furono sviluppate in Belgio dal pioniere Salvator Levi, e fu sempre lui a scoprire per primo, alla fine degli anni Sessanta, che vi erano molte più gravidanze gemellari che nascite gemellari. I belgi hanno anche sviluppato il metodo ICSI [Intracytoplasmic Sperm Injection, in italiano “iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo”, N.d.T.], che permette la fecondazione artificiale iniettando direttamente lo sperma nell’ovulo. Grazie a questo metodo, le coppie possono avere dei figli anche se gli spermatozoi dell’uomo sono immobili o possono solo essere prelevati direttamente dai testicoli.
Grazie ai miei amici belgi, ho avuto il grande piacere di incontrare uno specialista in medicina prenatale: Jean-Guy Sartenaer, un ginecologo che ha dedicato la vita non solo ad analizzare tutte le fasi della gravidanza con l’aiuto di apparecchi ecografici ultramoderni a immagini tridimensionali, ma anche allo studio dello sviluppo degli ovuli. È un appassionato di uova di struzzo: le pareti del suo appartamento sono piene di scaffali su cui sono esposte centinaia di uova di struzzo artisticamente decorate provenienti da tutto il mondo.
Fu veramente affascinante poter conversare con uno specialista dello sviluppo embrionale, interrogarlo sull’argomento e poter osservare con lui delle immagini ecografiche, sicché vi invito, cari lettori, a prender posto con me sul divano in casa del dottor Sartenaer, per ascoltare, circondati da uova di struzzo, le sue risposte riportate nel prossimo capitolo.



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