184 Pagg.
Collana: Resilienza
Argomenti: Cancro, Resilienza, Testimonianze
Genere: Saggistica
ISBN: 978-88-89382-61-5
A coronamento della propria guarigione da un cancro, l’Autrice ha confrontato le testimonianze di altri sopravvissuti a beneficio di chi si trova ad affrontare
una diagnosi così infausta o ad accompagnare un amico o un familiare in questo difficile viaggio. Ha così scoperto che i sopravvissuti (lei compresa) avevano in comune 5 “segreti”, ossia 5 strategie per uscirne vincenti senza dover stravolgere la propria vita:
«Questo libro non vi chiederà di abbandonare tutti i “piaceri” dicendovi che sono nocivi, né vi indurrà a diventare un eremita ossessionato dalla salute, estraniato dal mondo esterno! Vi fornirà invece una mappa del viaggio, una cartografia della traversata e dei temi che giorno per giorno si presentano davanti a chiunque voglia sopravvivere al cancro».
Le storie dei sopravvissuti saranno d’ispirazione per scegliere l’approccio che si addice di più al lettore. UNO STRAODINARIO MESSAGGIO DI UMANITÀ E DI SPERANZA!
Elisabeth Gould è un eccellente esempio di resilienza, ossia di come si possa uscire più forti dalle tragedie della vita. Giovane donna in carriera, viene violentata davanti ai figli piccoli e poi sfregiata. Trarrà forza da quest’esperienza per affrontare il cancro; supererà anche quello, e si dedicherà ad offrire ad altri “le cose che nessuno vi dice”, ossia le strategie di vittoria che vengono solo dall’esperienza diretta.
Italiano
Se volete un assaggio...
“Cancro” è una parola, non una sentenza
La storia della mia sopravvivenza
Fu come se il mondo avesse smesso di girare. Sentirmi dire che avevo un cancro al seno pareva uno scherzo perfido. L’anno precedente ero stata vittima di un grave crimine: un uomo era penetrato in casa mia e mi aveva violentata dopo aver minacciato di uccidere i miei due bei bambini, che erano con me, presenti alla scena. Ero sopravvissuta a quel supplizio e avevo rimesso insieme i cocci della mia vita. E ora l’arrivo di questo aggressivo cancro al seno minacciava di mandarla di nuovo in pezzi.
Così entrai in azione, determinata a non farmi sconfiggere da questo nuovo nemico. Cercai disperatamente informazioni su ciò che avrei dovuto affrontare: esistevano molti libri con statistiche sul cancro, informazioni mediche, descrizioni dettagliate dei vari tipi di cancro, ma nulla sulle emozioni che avrei dovuto gestire o sui cambiamenti che avrebbero influenzato il resto della mia vita. Altri libri suggerivano che sarei potuta sopravvivere solo se avessi cambiato radicalmente la dieta e mi fossi mantenuta estremamente in forma, se mi fossi sottoposta a una costosa psicoterapia per scoprire quale trauma emozionale avesse causato il cancro e se avessi meditato per molto tempo tutti i giorni.
Sentivo che nessuno di essi andava bene per me. Avevo due bambini sotto i cinque anni ed ero quella da cui maggiormente dipendeva il reddito domestico: non avevo la forza, l’energia o le risorse finanziarie per stravolgere la mia vita; dovevo continuarla così com’era e contemporaneamente sopravvivere al cancro. Non volevo nemmeno entrare in uno di quei gruppi di autoaiuto costituiti da malati: a parte che avrebbe sottratto del tempo al mio lavoro, o ai momenti inestimabili che potevo ancora trascorrere con i miei figli, ero terrorizzata all’idea di sentirmi raccontare che qualcuna della mia stessa età e con il mio stesso tipo di cancro al seno era morta. Non si può proprio dire che io sia una che si apre facilmente: starmene seduta in un gruppo a parlare degli orrori che tutti stavamo affrontando non faceva per me.
Tuttavia, avevo comunque bisogno di sapere cosa fare e come. Sapevo che potevo avere informazioni mediche dettagliate dal team dei miei dottori, ma volevo sapere il resto, le “cose che nessuno ti dice”. E, più di ogni altra cosa, volevo sapere come sopravvivere a questa malattia.
Così mi sono messa sulle tracce di quelle che sarebbero state le mie tappe nel corso dell’avventura del cancro, e mi sono resa conto che esistevano tre stadi emozionali e fisici molto distinti, diagnosi, terapie e remissione, per ciascuno dei quali vi erano regole e sfide diverse. E, lentamente, tutti i pezzi sono andati al posto giusto, e io sviluppai la mia strategia.
Le prime notizie riguardo al mio cancro al seno erano sia buone che cattive. Era un cancro molto aggressivo, ma a uno stadio precoce, che non si era diffuso. Chiesi ai miei dottori di “lasciar fare a me”: scelsi la chirurgia più radicale e la chemioterapia più aggressiva, perché dovevo sopravvivere. E dopo sei mesi, quando entrai in piena remissione, gioiosamente cercai di capire esattamente come ce l’avessi fatta.
Anche ora, mentre la mia nuova vita fiorisce, posso guardarmi indietro e vedere quale chiaro schema di pensiero e di comportamento mi ha aiutata a sconfiggere il cancro. Ho poi parlato con amici, colleghi e sconosciuti anch’essi sopravvissuti al cancro, alcuni dei quali avevano vissuto dovendo affrontare delle notevoli difficoltà. Con entusiasmo, mi accorsi che c’erano degli schemi comportamentali identici e dei fili conduttori comuni nel modo di filtrare e assorbire le informazioni, nella scelta degli “alleati” e delle équipe mediche, nel rifiuto di conformarsi a favore di un “fate a modo mio”, creando degli schemi di pensiero ben definiti e trovando il significato della vita. Sapevo che mettere insieme questi “segreti” e cosa aspettarsi ad ogni stadio avrebbe offerto una guida preziosa per i pazienti di cancro, per i sopravvissuti al cancro, e per i loro cari.
Perché queste idee sono “segreti”?
So che chiamarli “segreti” può sembrare un po’ pretenzioso. Il fatto è che i sopravvissuti intervistati in questo libro non avevano mai parlato a fondo con qualcuno delle loro esperienze e riflessioni. Se l’interlocutore non è a sua volta un malato di cancro, è un po’ difficile spiegargli perché il malato tiene per sé certe cose, che è quello che fa; a me, invece, tutti i sopravvissuti hanno rivelato pensieri, speranze e paure che non avevano mai confidato a nessun altro: sapevano di potersi aprire con me e senza dover spiegare o giustificare i loro sentimenti, perché eravamo sulla stessa barca. Poiché intorno ai malati di cancro prevale l’idea che debbano “essere positivi”, spesso ai sopravvissuti (me compresa) non è consentito dai loro cari di parlare delle loro paure, perché non è “essere positivi”. Per sopravvivere al cancro occorre che tutta una serie di fattori si incastrino al posto giusto, ma certamente fra questi è importantissimo rimanere mentalmente forti durante i momenti più bui.
Vi presento i miei compagni sopravvissuti
In questo libro ascolterete svariati sopravvissuti al cancro raccontare la loro avventura; cinque di loro entrano nel dettaglio della loro storia, come me. Si tratta di individui diversi per sesso, per retaggio culturale, per età e per tipologie e stadio dei loro tumori.
Emma
Emma ha da poco superato i trent’anni, è una PR di successo, è sposata e ha un figlio. Estroversa e vivace, aveva una vita praticamente perfetta fino a quando un check up di routine le ha trovato un cancro alle ovaie, uno di quelli con un tasso di sopravvivenza molto basso. Emma è sopravvissuta a due recidive ed è ora in completa remissione.
Sally
Sally è sulla cinquantina, è sposata da più di venticinque anni e ha tre figli. Sebbene abbia raggiunto la felicità sia sul piano privato che in campo professionale, ha avuto anche un’esperienza straziante: quando le due figlie di Sally erano piccole, ha perso il figlio Jason di cinque mesi (una “morte in culla”). Fu un colpo devastante per Sally e suo marito; ebbero poi un secondo figlio maschio, ma dieci anni più tardi a Sally venne diagnosticato un cancro al seno. Dopo la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia, Sally è in completa remissione da più di dodici anni.
Stella
A causa del cancro, Stella ha subìto l’asportazione di un’ovaia quando non aveva ancora trent’anni. Non si richiesero altre cure e la sua vita proseguì tranquillamente. In seguito, quando Stella aveva già tre figlie piccole e durante il disfacimento del suo matrimonio, il cancro si ripresentò e ci volle un altro intervento seguìto dalle terapie. Pur essendosi dovuta sottoporre alle cure nel mezzo di un periodo di grande trauma personale, Stella è sopravvissuta ed è ora in fase di piena remissione.
Virginia
Virginia è una donna di quasi sessant’anni, dalla personalità estremamente ricca ed estroversa. Ha dedicato la propria vita a sviluppare programmi di aiuto per l’educazione dei bambini e ora lavora nel campo della formazione e dello sviluppo. Poco dopo i cinquant’anni, Virginia scoprì di avere un nodulo al seno, rivelatosi poi canceroso; dopo un intervento chirurgico e la radioterapia, e una recidiva due anni fa, ora è in completa remissione.
Richard
Richard ha da poco superato i cinquant’anni ed è assistente universitario di biologia all’università. Gli hanno diagnosticato il cancro, l’hanno operato e sottoposto alla prima chemioterapia nel giro di una settimana, e l’avventura di Richard è stata piena di alti e bassi. Attualmente è in remissione da ormai più di quattordici anni da un linfoma non-Hodgkin.
Perché questo libro può essere utile
Quando vi viene diagnosticato un cancro, i medici vi parleranno dell’“avventura” o della “traversata” o del “viaggio” del cancro, espressione che descrive accuratamente il fatto che la lotta contro il cancro è spesso un processo lungo. Spesso mi veniva da chiedere: «Siamo arrivati?» Come ho detto, vi sono tre stadi ben distinti (diagnosi, terapie, remissione), ciascuno con le proprie sfide emozionali e fisiche: qui troverete gli strumenti e le idee utilizzati dai sopravvissuti che vi ho presentato, tutti così diversi fra loro, per compiere la traversata e mettersi in salvo, godendosi infine la vita.
Durante ogni “traversata” del genere vi sono momenti in cui paura e preoccupazione si contrappongono a grandi gioie e buone notizie. Molto spesso si chiede a un malato di cancro di prendere decisioni cruciali sui trattamenti e sul proprio stile di vita in momenti in cui egli è sotto shock o sta molto male. A coronamento del tutto, ci sono amici, familiari e altre persone che danno consigli “utili” su cosa mangiare e come cambiare lo stile di vita. Vi assicuro che questo libro non vi chiederà di abbandonare ogni “vizio” (o piacere) che potrebbe nuocervi, né vi raccomanderà di diventare un eremita ossessionato dalla salute, isolato dal mondo esterno! Ciò che farà, invece, sarà fornirvi la mappa del viaggio, una planimetria se preferite, dei temi che giorno per giorno si presentano nel sopravvivere al cancro. Attraverso le storie dei sopravvissuti, potrete avere un assaggio intuitivo su ciò che avete davanti e scegliere l’approccio che vi si addice di più. I “segreti” contenuti in questo libro sono strategie semplici ma molto potenti.
Mi rendo conto che potreste leggerlo in un momento di grande disperazione. Lo so. Ci sono passata anch’io. Vi prometto che non vi suggerirò né raccomanderò nulla che vi stravolga la vita o che vi sottragga altre preziose energie. E tutto quello che leggerete qui è accaduto veramente: conosco molto bene ciascuno di questi sopravvissuti; sono tutti persone eccezionali, e mi hanno offerto il loro aiuto perché anche voi possiate ricevere aiuto.
Se invece siete a fianco di un malato di cancro, ne trarrete lumi circa le montagne russe emozionali che il vostro caro sta affrontando, e alcuni consigli pratici o idee per sostenerlo, ivi compreso quale sia (o non sia) il tipo di sostegno più efficace.
Quali sono questi segreti?
Questo libro ne contiene cinque:
1. Avere il controllo delle informazioni
2. Scegliersi la squadra di sostegno
3. Fare a modo proprio
4. Crearsi uno schema di pensiero
5. Trovare il senso della vita
Nel corso del libro vi darò molte più informazioni su come servirvi di questi segreti. Durante ciascuno dei tre stadi (diagnosi, terapie e remissione) avrete esigenze differenti e sarete sottoposti a pressioni contrastanti; ogni sopravvissuto ha basato il proprio piano di sopravvivenza su questi cinque elementi, ma con un approccio leggermente diverso: leggendo questo libro scoprirete magari che qualcuno di questi approcci vi calza subito a pennello, mentre altre visioni dei sopravvissuti vi paiono meno adeguate al vostro caso. È importante seguire il vostro istinto per essere sicuri che ciò che decidete funzioni per voi.
Allora, partiamo. A voi scegliere come usare i segreti.
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