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La cassetta degli attrezzi della PNL
(Programmazione Neuro-Linguistica)
Miller, Philip
ART. 000235
Copertina a 4 colori, plastificata
144 Pagg.
Collana: ComunicAzione
Argomenti: PNL, Esercizi pratici
Genere: Manualistica
illustrazioni: Con numerose vignette a colori
ISBN: 978-88-89382-55-4

Cosa diavolo è la PNL (Programmazione Neuro-Linguistica)?
È un modello di comunicazione interpersonale oltre che un sistema alternativo di terapia basato sull’educazione all’autoconsapevolezza, e sulla capacità di mutare i propri schemi mentali ed emozionali. Fondato negli anni ’70 da Richard Bandler e dal linguista John Grinder, esso parte dalla correlazione fra i processi neurologici, il linguaggio e certi schemi comportamentali “programmati” (ossia appresi per esperienza) che possiamo usare per superare disturbi e limiti derivanti dai nostri condizionamenti, tanto nella vita privata che nel lavoro. Possiamo appropriarcene in modo divertente e senza fatica? Ecco un libretto ricco di buffe vignette alla fine del quale saremo i felici possessori di tutti gli attrezzi e di tutte le chiavi della PNL senza aver versato neppure una goccia di sudore e senza aver subito neppure un po’ del gergo che di solito accompagna le opere su questo attualissimo  argomento.


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INTRODUZIONE


Sarò brevissimo: ho cominciato a studiare la PNL (Program­mazione Neuro-Linguistica) circa sei anni fa, e, dopo il training iniziale, ne ho voluto sapere sempre di più: ho comprato un libro, poi un altro e poi molti altri ancora. Nel complesso sono dei bei libri, ma io sono un’anima semplice e non mi piace quando ci sono molti vocaboli tecnici e poche illustrazioni (credo proprio di essere una persona visiva, ossia che reagisce bene alle immagini).
Questo libro è il mio tentativo di spiegare in modo semplice, facile e divertente gli utilissimi strumenti di quella “cassetta degli attrezzi per la vita” che è la PNL.
Un’ultima cosa: per favore, non prendete le vignette troppo sul serio! Vogliono soltanto essere divertenti e aiutare a far capire il punto. Qualcuna forse la troverete un tantino demenziale! Se vi lascia perplessi… fate lo stesso un sorriso e proseguite!


Philip Miller,
Wargrave, Berkshire, 2008.


capitolo I

Cos’è la PNL?


che nome curioso!

Innanzitutto chiariamo subito questa faccenda del nome: PNL sta per Programmazione Neuro-Linguistica. Riempie parecchio la bocca, vero? Per questo tendiamo a usare solo le iniziali. E, sì, lo so che è un nome bizzarro (nel senso di originale, non di comico), però si chiama proprio così. Come mai?

PROGRAMMAZIONE
Si riferisce ai nostri
schemi comportamentali
e di pensiero

NEURO
Riguarda il cervello e quello che succede nella mente, ma anche il resto del sistema neurologico, compresi i cinque sensi

LINGUISTICA
Si riferisce al linguaggio, sia parlato che non
parlato (quello che
talvolta definiamo
“linguaggio del corpo”)


D’ora in poi, ci limiteremo a chiamarla PNL!

che cos’è?

La PNL è un insieme di idee e di strumenti che possono attrezzarci a capire e ad affrontare meglio questo XXI secolo.


In copertina e nell’introduzione l’ho chiamata “cassetta degli attrezzi”. Cosa c’è in questa cassetta? A mio parere ci sono due scompartimenti principali: gli strumenti per comprendere noi stessi, e gli strumenti per comprendere gli altri. Il loro uso dovrebbe facilitare la comunicazione e renderla più efficace, farci trovare motivazioni migliori per noi stessi e per gli altri, e creare uno stato d’animo più positivo.
i quattro pilastri della pnl

1. Il contatto armonioso:
essere sulla stessa lunghezza d’onda

Quando si tratta di relazionarsi con gli altri, è questa la pietra angolare della PNL: se non si stabilisce un contatto armonioso con l’altro non si può comunicare efficacemente. È un po’ come la chiave per aprire la “porta d’accesso” all’altro (ne parleremo meglio nel capitolo VII).


Significa anche stabilire un contatto armonioso con se stessi: un concetto affascinante che ha a che fare con l’essere interiormente coerenti e col sentirsi bene con se stessi, con chi si è, con chi si vuole diventare.

2. Dare un senso ai sensi

Tutte le informazioni grazie alle quali comprendiamo il mondo in cui viviamo e gli troviamo un significato ci arrivano attraverso i cinque sensi, ossia tramite ciò che percepiamo con vista, udito, tatto, olfatto e gusto. Che consapevolezza abbiamo di questi cinque flussi di informazione che ci raggiungono in ogni istante? (Ne parleremo nel capitolo IV).

UDITO

VISTA

OLFATTO

TATTO GUSTO

3. Cosa vogliamo? (Pensare al risultato)

“Parti pensando a dove vuoi arrivare”: ecco un modo davvero positivo di guardare alle cose; pensare a cosa vogliamo anziché concentrarci su cosa non vogliamo (lo approfondiremo nel capitolo XV).


4. Flessibilità nel comportamento

Non c’è nulla di male nel cambiare idea! Una delle definizioni della pazzia è continuare a fare la stessa cosa aspettandosi risultati diversi. Se una certa strategia non funziona, allora proviamone un’altra! Questo libro riguarda essenzialmente come cambiare le proprie azioni per arrivare ad ottenere ciò che si desidera.

questione d’atteggiamento

Qualche tempo fa avevo una mia azienda e, quando assumevo un impiegato, più delle qualifiche o dell’esperienza mi interessava il suo atteggiamento verso il lavoro. Essere circondati da persone che hanno un atteggiamento positivo è davvero una gran cosa, perché così si lavora con gente desiderosa di imparare e di migliorare le proprie prestazioni. Manager, insegnanti o allenatori, tutti trovano molto più facile e fruttuoso “sfondare una porta aperta”.
Ecco cinque atteggiamenti che occorre avere per studiare la PNL:

CURIOSITA'

SPIRITO D'AVVENTURA

FANTASIA

DESIDERIO DI ALLARGARE GLI ORIZZONTI

VOGLIA DI DIVERTIRSI


Provate a paragonarli con il mondo di certa televisione o stampa di consumo dove pare che le brutte notizie e gli atteggiamenti negativi siano la norma!



le tre r salutari



Reg Connolly, della scuola Pegasus di PNL, usa questo semplice promemoria: le tre R, ossia Rispetto, Rassicurazione e Riconoscimento. Perché meritano un posto in questo libro? Perché nella PNL si trovano idee molto potenti che però potrebbero essere applicate in modi non etici: ad esempio, se comprendere e orientare se stessi e gli altri è una cosa buona, manipolare le persone non lo è. Le tre R ci dicono dunque:


Rispetta gli altri;
Rassicurali se è il caso (ad esempio, potrebbero non avere un atteggiamento positivo quanto il vostro nei confronti del cambiamento);
Riconosci che ognuno di noi è unico.



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