Copertina a 4 colori, plastificata
180 Pagg.
Collana: Saggezza - Saggezza amerindiana
Argomenti: 2012, Esercizi pratici, Cultura amerindiana
Genere: Saggistica
illustrazioni: Con illustrazioni in bianco e nero e inserto fotografico a colori
ISBN: 978-88-89382-99-8
Finirà il mondo nel 2012? No, secondo il calendario mexica, contemporaneo di quello maya ma meno conosciuto. Esso continua per altri 13250 anni perché descrive cicli più grandi del ciclo maya, basati sulla rivoluzione del nostro Sole intorno alle Pleiadi e suddivisi in cicli minori di 6625 anni, chiamati “Soli”; nella transizione da un “sole” all’altro, ossia tra due configurazioni cosmiche, per un breve tempo coesistono le influenze di entrambi, come nell’avvicendarsi delle stagioni. L’alba del “Sole della scimmia” è iniziata nel 1991, ma il Sole precedente prevarrà fino al 21.12.2012, quando le due energie saranno in perfetto equilibrio. Poi, il vecchio Sole perderà di forza e dal 2021 il suo successore regnerà da solo per un millennio.
Se fin qui l’uomo ha tentato di dominare la natura, nel nuovo Sole dovrà adeguarsi ad essa. Questo comporta grandi trasformazioni nella coscienza individuale e collettiva. Le istruzioni per reggere il cambiamento vengono trasmesse ora, nel tempo indicato dalla profezia mexica, dai guardiani di un lignaggio orale ininterrotto, che qui si apre al mondo in forma scritta per la prima volta. Il libro contiene diversi esercizi che appartengono alla tradizione orale mexica, basati sulla respirazione. Alcuni di essi sono designati dalla tradizione per facilitare l’accesso a stati alterati di coscienza.
Sergio Magaña, messicano, è un ponte fra l’antica cultura mexica e la cultura moderna, I guardiani della tradizione orale mexica hanno visto in lui il portavoce di questa antica saggezza, custodita e preservata a lungo, che tuttavia, come profetizzato poco prima
della Conquista spagnola, ha delle istruzioni da condividere con il resto dell’umanità proprio ora.
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PREFAZIONE
Ho incontrato per la prima volta Sergio Magaña nel maggio 2010 ad un congresso mondiale dei paqos (gli iniziati alla tradizione andina) a Big Island, nelle Hawaii. Avevo sentito parlare per la prima volta di lui da Elizabeth Jenkins con un tono decisamente entusiastico per quanto riguardava le sue capacità di terapeuta, e fu quindi con curiosità che partecipai al suo mini workshop dedicato proprio a questo argomento.
Mi colpì subito la sua premessa autobiografica: l’essere stato un adolescente “ribelle” per molti anni, cosa che lo aveva portato ad andare via da casa, abbandonando studi e carriera pianificati per lui dalla famiglia, e l’essere arrivato in seguito a creare il suo sistema di guarigione perché, in mancanza di determinati strumenti culturali, non sapeva che fosse assurdo…
Gli esercizi e le tecniche che in quell’occasione ha fatto sperimentare mi sono piaciuti molto, e mi è piaciuta ancor di più la persona, priva di atteggiamenti da “guru” new age; l’ho invitato quindi in Italia, a nome dell’Associazione Pachamama, ad insegnare le sue tecniche che, utilizzando quella che non si può che definire una visione quantistica, permettono letteralmente di riprogrammare le informazioni disarmoniche del corpo di una persona, per cui la guarigione avviene proprio grazie a questo ripristino dell’armonia perduta.
Sergio utilizza in Messico ormai da circa 12 anni queste tecniche di guarigione, e grazie ad esse ha innescato processi terapeutici in decine di migliaia di persone. Negli ultimi tempi, si è ritrovato ad essere gravato da richieste di guarigioni sempre più pressanti e allora ha deciso di formare altri terapeuti a queste tecniche semplici ma estremamente potenti, in modo da essere ancora uno stimolo per la guarigione anche se per interposta persona. In questo tipo di tecniche di guarigione, la persona viene virtualmente “smontata” e ridotta all’essenza, e su questo piano dell’essenza vengono modificate le informazioni disarmoniche, come dicevo prima, dopodiché viene “ricostruita” in un processo non molto diverso da quello che accade quando si fa “il tagliando” alla macchina che viene posta sul bancone, analizzata, e poi riprogrammata. Ho avuto l’opportunità di sperimentare in prima persona tutto questo: quando Sergio è venuto in Italia mi trascinavo ormai da anni un virus che mi aveva colpito in un viaggio a Pemba, un’isola sperduta della Tanzania, davanti al quale sia la medicina ufficiale che quella cinese ed energetica si erano in realtà rivelate impotenti. Sergio si è offerto di utilizzare su di me la sua tecnica, e posso affermare che tutti i sintomi che mi avevano accompagnato per anni, il più sgradevole dei quali era senz’altro una debolezza e sonnolenza che mi costringevano a letto per periodi anche prolungati, sono scomparsi a partire dal giorno in cui ho ricevuto la sua terapia, per non tornare più…
Questo è stato l’inizio di un’esperienza che mi avrebbe riservato sorprese ed esperienze ancor più interessanti. In attesa della sua prima venuta in Italia, avvenuta sei mesi dopo, un fitto scambio di e-mail e la lettura del suo primo libro mi hanno permesso di scoprire che oltre al suo sistema terapeutico c’era altro… Per i giochi della sincronicità e delle “coincidenze”, nello stesso periodo Sergio veniva incaricato dai suoi maestri della tradizione di lingua nahuatl (Aztechi, Mexica, Toltechi, Chichimechi, Teotihuacani…) di diffondere fuori dal Messico, in particolare in Europa, la teoria e gli strumenti di questa tradizione antica quanto quella Maya.
In occasione della sua prima venuta in Italia, nel novembre 2010, è nata un’amicizia profonda ed inaspettata, e la decisione di organizzare come Associazione i suoi seminari futuri per far conoscere al grande pubblico insegnamenti noti soprattutto per le opere di Carlos Castaneda, che anche se in maniera romanzata ha comunque aperto al mondo occidentale la conoscenza di dimensioni quali il nahual, e il modo di muoversi in questa dimensione, ad esempio imparando a “seminare” i sogni per poter poi, attraverso di essi, influenzare la propria esistenza nello stato di veglia.
Mi rendo conto che tutto ciò può sembrare estremamente fantasioso. Quello che, però, ho avuto opportunità di sperimentare direttamente è come sia realmente possibile formulare un intento nello stato di veglia per poi sognare quello che può essere utile nel nostro percorso, sui nostri tre piani di realtà, e, in seguito, vedere accadere tutto ciò nella vita allo stato di veglia. In questa visione, il mondo del sogno, il nahual, è un vero e proprio mondo parallelo rispetto al mondo di veglia. E, del resto, anche nella Caccia all’anima ci si sposta in piani della realtà paralleli a quello ordinario per “recuperare” le parti perdute…
Quello che si fa spostandosi nel nahual è qualcosa di simile: si “cambia canale”, ed ecco che si entra in una dimensione che segue regole completamente diverse da quelle ordinarie.
E la tradizione nahuatl insegna proprio questo: spostarsi e muoversi in una realtà che potremmo oggi definire multidimensionale, e fare esperienze che poi hanno anche dei risvolti sulla vita concreta e quotidiana. “Seminare un sogno”, in questa visione, significa anche dare un input diverso per la soluzione di problemi che magari si trascinano da anni…
L’ incontro con Sergio mi ha fatto scoprire il calendario azteco o mexica, e il significato che il 2012 ha per questa tradizione.
Ormai tutti sanno che, nella visione Maya, questa data indica la fine del calendario, di cicli millenari, di un mondo… qualcosa che Hollywood ha sfruttato per creare film catastrofisti sulla fine del mondo.
Secondo la tradizione azteca, invece, il periodo che va dall’11 luglio 2010 al 21 dicembre 2012 è un momento in cui prendere parte attivamente all’innalzamento della coscienza: un periodo per “pulire e trasformare il nostro inconscio”. La data fatidica, il solstizio d’inverno 2012, in questa visione rappresenta un grande momento di scelta, in cui il nostro pianeta si troverà al centro di due influssi energetici diversi, quello solare, legato alla trasformazione interiore, alla crescita, e quello lunare, legato all’inconscio (l’“inframondo”, direbbe Sergio). Un’occasione per scegliere se sviluppare la propria parte luminosa o rimanere nell’aspetto distruttivo della propria ombra, una visione molto meno rassegnata, a parer mio, delle più recenti interpretazioni del calendario maya, che pure è simile a quello azteco: secondo Sergio, furono entrambi elaborati da una tradizione più antica.
Da tutto questo e molto altro è nata in me l’idea di proporre a Sergio di scrivere un libro per il pubblico italiano…
Quello che avete tra le mani e che state per leggere è il frutto di una tradizione millenaria e di tutti gli eventi, “coincidenze” e sincronicità citate. Sarà indubbiamente un viaggio di scoperta che, nelle intenzioni dell’autore, può fornire strumenti che permetteranno ad ognuno di noi di fare le proprie scelte con sempre maggior consapevolezza e in piena armonia col movimento dell’universo…
Buon viaggio!
Giancarlo Tarozzi
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