L'autore di numerosi bestsellers sulla vita di Gesù e non solo, in questa lunga intervista affronta molti dei temi cari al suo lavoro e ci porta a riflettere sul mondo contemporaneo "in putrefazione e rinascita", dal punto di vista di chi ha "toccato con mano" diverse epoche. Un contenuto imperdibile per i lettori di Daniel Meurois!






Daniel, hai definito Il libro segreto di Gesù (in due volumi) come l'opera più importante della tua vita. Perché?
La considero l’opera più importante della mia vita perché tratta l'argomento più delicato, e anche più improbabile, che abbia mai immaginato di affrontare, ma, soprattutto, perché, per me, è l’argomento più sacro che ci sia.
Rivivere la vita di Jeshua attraverso i suoi stessi occhi grazie agli Annali dell’Akasha è stato prima di tutto, umanamente, una sfida incredibile sia nell’ambito della mia vita quotidiana che come scrittore. In pratica, per oltre quattro anni, la mia vita è stata interamente assorbita da questo lavoro. Uno sconvolgimento vero e proprio... Immaginate cosa possa significare vivere costantemente dentro alla mente di un essere come Jeshua per un periodo così lungo. Un terremoto costante. Bisogna capire che entrare in un ricordo akashico non ha nulla a che vedere con lo stare seduti davanti a uno schermo e guardare un film. È tutta la nostra coscienza che viene come rapita e immersa nel passato... tanto da chiedersi se quello non sia il vero presente.
Non è solo la vista ad essere coinvolta: anche tutti gli altri sensi partecipano pienamente all'esperienza. Per non parlare delle emozioni che si provano, dei pensieri che si condividono, eccetera... persino il dolore fisico. In questo caso, è stata un'immersione straordinariamente intima nel cuore stesso di un Essere di una purezza e di un rigore totalmente fuori dal comune. È davvero impossibile uscire “indenni” da un’esperienza come questa. È tutto il nostro essere che si espande...
Da quando questo libro ha visto la luce io non sono più la stessa persona, questo è certo. Quanto alla sfida della scrittura, è stata anch'essa estremamente difficile da affrontare: la qualità del linguaggio da rispettare considerando la complessità di alcuni concetti che bisognava tradurre, l'intensità di alcune scene che occorreva descrivere “dal di dentro”.
Come far condividere ai lettori l'esperienza di un vissuto sovrumano quando si ha a disposizione solo un vocabolario umano? Spesso mi sono sentito impotente di fronte all'enormità del compito. A volte mi pare che potrei scrivere un libro intero solo sulla stesura di questo: c’è così tanto da dire...
In generale, credo che i lettori si siano resi conto che quest’opera è diversa da tutte quelle che ho scritto in precedenza e che non ce ne saranno altre di paragonabili, almeno non di mio pugno. Me lo dicono continuamente, ed è chiaro che, se dovessi salvare solo uno dei miei 37 libri, sarebbe questo... anche se ce ne sono altri che mi stanno a cuore, come Il testamento delle tre Marie, per esempio.

Circa 30 anni fa, hai scritto L’altro volto di Gesù, un libro che ha avuto molto successo e ha cambiato il nostro modo di concepire Gesù. In Italia, fra poco, uscirà nuova edizione di questo "evergreen". Qual è la differenza tra questo primo libro pubblicato da Amrita, che ha aperto una collaborazione editoriale molto lunga e fruttuosa, e i due volumi più recenti dedicati alla vita di Gesù, anch’essi frutto dell’accesso privilegiato agli Annali dell'Akasha che ti ha sempre caratterizzato?
È molto semplice: la grande differenza sta solo nella natura dello sguardo del narratore, ed è capitale. L’altro volto di Gesù è la testimonianza offerta da due discepoli di Cristo attraverso la memoria akashica, per cui si tratta sempre di uno sguardo esterno. Una testimonianza senza dubbio importante, ma necessariamente diversa e meno profonda di quella del Cristo stesso, descritta invece nei miei due volumi più recenti. In termini moderni, direi che la cinepresa è posizionata in due punti diversi. E la differenza è grande, perché filmare lo stesso evento da due diversi punti di osservazione condurrà necessariamente ad altre possibilità di riflessione e comprensione dello stesso soggetto. È un invito ad approfondire...
Ad esempio, quali sono i vari livelli di penetrazione di quella che, troppo spesso alla leggera, viene chiamata "verità"? La verità del vissuto quotidiano di Jeshua, in base al suo "angolo di ripresa" personale e al suo "copione", era necessariamente diversa da quella delle persone che gli erano accanto. Peraltro, non dobbiamo dimenticare che L’altro volto di Gesù non tratta solo del lato nascosto della vita e della missione di Jeshua. In primo luogo parla delle peculiarità della Fratellanza Essena, come terreno favorevole alla manifestazione dell'insegnamento cristico. Lo considero un libro introduttivo a quelli che ho scritto in seguito sullo stesso argomento.

Ciò che hai scoperto ha delle corrispondenze con altre religioni del pianeta? O meglio: quali sono gli elementi più sorprendenti, o più diversi, rispetto a ciò che le diverse religioni ci hanno trasmesso?
Ciò che ho scoperto durante la stesura dei due volumi del Libro segreto di Gesù è, fra mille altre cose, che l'insegnamento di Cristo si inscrive in una continuità, che non è in alcun modo separato dalle altre grandi correnti spirituali del nostro mondo. Cristo, nelle vesti di Jeshua, cercava spesso di far capire ai suoi più stretti discepoli che aveva ricevuto la fiaccola dai Maestri della Saggezza che lo avevano preceduto, allo scopo di arricchirla però con il suo "colore".
È davvero un peccato che quello che chiamiamo generalmente Cristianesimo non lo abbia capito, e abbia tradito il suo pensiero decretando che la Sua Parola fosse il punto finale di tutta la Rivelazione divina sulla Terra. La Rivelazione non può essere che progressiva, perché si deve adattare alla lenta maturazione della coscienza. Il "Principio Cristico" tanto amato da Jeshua non è infatti di proprietà esclusiva del cristianesimo, e lo si trova espresso in modi diversi e sotto altri nomi in tutte le grandi tradizioni spirituali, a seconda delle varie sensibilità umane. È un Respiro universale, un campo energetico che circola liberamente nel cosmo, e, in momenti precisi, investe alcuni Esseri realizzati in modo che possano diventare come il lievito nel luogo in cui si incarnano. Le religioni non nascono da questi grandi esseri, ma dalla nostra incapacità di comprendere e manifestare l'essenza di ciò che essi sono venuti a insegnare. In tal senso le religioni li tradiscono sempre, e spesso riducono drammaticamente la portata della loro Parola.


Una versione molto più ampliata del tuo libro sulle terapie essene ed egizie è appena stata pubblicata: adesso è un vero e proprio Atlante, un manuale di riferimento unico al mondo. Come mai conoscenze così antiche sono ancora attuali?
Mia moglie Marie-Johanne, coautrice di questo libro, ed io, abbiamo voluto che quest'opera venisse pubblicata in Italia sotto forma di atlante perché potesse diventare pienamente lo strumento di lavoro che volevamo che fosse. Effettivamente molti terapeuti lo trovano utilissimo, tanto più che ora, nella nuova versione, è ancora più completo: abbiamo aggiunto molte altre tecniche e nuove illustrazioni.
Per noi era importante trovare il modo di “resuscitare” e strutturare tutte queste conoscenze terapeutiche in uno strumento in grado di rispondere ai bisogni del nostro tempo e colmare una lacuna… La lacuna di cui parlo è quella del Sacro: sempre più persone si rendono conto che il rifiuto del Sacro che caratterizza la nostra società è all'origine di molte disarmonie che colpiscono la salute, ossia l'equilibrio dell'essere. Siamo molto più che creature biologiche governate da scambi chimici, gassosi o di altro tipo. La nostra realtà prima si trova ben oltre, nel rapporto con un intero universo "invisibile" o "sottile" che è governato da leggi imprescindibili. Appena ci tagliamo fuori da questo universo tutto, in noi, finisce per sfasarsi. Molti lo negano, ovviamente, o se ne accorgono un po' troppo tardi, ma tanti iniziano finalmente ad ammetterlo... ed è per questo che, oggi, far risorgere queste pratiche antiche di cui siamo i portavoce è una necessità: restituisce la sua funzione e il suo posto a quella che generalmente chiamiamo “anima” e, soprattutto, al rapporto vitale che unisce la coscienza incarnata a tutte le dimensioni del Sacro.


Cosa diresti a un lettore scettico che difficilmente potrebbe credere all'accesso di una memoria del pianeta?
Personalmente, non provo mai a convincere nessuno di niente. Per me, le nozioni di “credere” o “non credere” non significano molto perché non fanno evolvere le cose in profondità. Il più delle volte, diciamo di credere o di non credere a seconda della nostra cultura, della nostra educazione, della nostra estrazione sociale… insomma, in base a una quantità di condizionamenti. Questo non rispecchia una maturazione della coscienza.
L'importante è verificare, in altre parole sperimentare da soli... ma questo può essere fatto solo a tempo debito, quando la “porta sottile” inizia ad aprirsi e il cuore è pronto per “cambiare disco”. In sintesi, se, per esempio, qualcuno mi dice di non credere all’esistenza di una memoria planetaria, per me non fa alcuna differenza... è un suo diritto. Non mi interessa che mi si dia ragione. Le polemiche non mi interessano. Tutto accade a suo tempo, al momento giusto ...




Come vedi il nostro momento storico, alla luce dei tuoi ricordi di un passato così lungo?
Vedo il presente come una cerniera... una cerniera dolorosa ovviamente, che dà accesso a uno spazio di putrefazione, data l’ampiezza delle barbarie che si manifestano su scala planetaria. Il termine "putrefazione" può far paura, ma lo uso nel senso alchemico, vale a dire come una delle fasi inevitabili di trasformazione della natura della Materia. Questa trasformazione, o più esattamente questa trasmutazione, è il risultato di un processo molto lungo il cui scopo è passare a uno stato superiore di realizzazione. Siamo a questo punto... Ovviamente, questa non è la prima volta che questa nostra umanità, nella sua storia, attraversa un'enorme crisi di trasformazione.
Ci sono cicli che ne governano l'evoluzione... e all'interno di questi cicli ci sono ancora altri cicli. La particolarità della fine del nostro è accumulare molti residui dei cicli precedenti, e quindi richiede una purificazione particolarmente intensa di tutti i livelli della nostra vita.
In definitiva, resto ottimista per quello che ci aspetta a lungo termine, ma, a breve termine, credo che dovremmo avere la lucidità e il coraggio di ripensare integralmente tutti i livelli di questa nostra dimora, cosa non da poco e tutt’altro che facile, anzi, ne siamo ben lungi.
Quando un seme marcisce nella terra e dal suo guscio distrutto emerge un germoglio all'aria aperta, il seme non ci dice se tutto questo processo gli ha fatto male… ma possiamo indovinarlo.


Stiamo vivendo un momento di "luce" o di "mancanza di luce"?
Entrambe le cose contemporaneamente, mi sembra. La manifestazione della Luce non può prescindere da quella dell'Ombra... Ma attenzione, l'ombra non va confusa con l'oscurità: è innanzitutto il risultato di una proiezione della luce su una qualche forma. In definitiva, ciò che prendiamo per assenza di luce è solo uno stratagemma della luce... ma ovviamente questo è molto più facile a dirsi che a farsi perché bisogna volare molto in alto per accettarlo e viverlo.

Tieni dei seminari, anche in Italia. Su cosa sono incentrati?
Sono incentrati su vari argomenti che sono, ovviamente, in correlazione con i miei libri. L’ultimo che ho tenuto a Bologna in compagnia di Marie-Johanne era intitolato "Dal Cristianesimo al Cristismo”, mentre quello precedente, avvenuto a Torino, parlava della sacralità dell'aspetto femminile e di quello maschile, basandosi principalmente sul rapporto fra Gesù e Maria Maddalena. Sono temi che toccano molte persone perché riguardano problemi reali dei giorni nostri.