Auto-lifting: tecniche naturali che ci aiutano a rimanere giovani e belli


Arriva un momento cruciale nella vita di tutti noi, che segna inequivocabilmente un passaggio, una linea netta di suddivisione tra il prima e il dopo.
Non si va a cercare, succede e basta. Senza alcun tipo di preavviso.
Sino al giorno prima regnava la leggerezza, ci sentivamo immortali, nulla avrebbe potuto ledere la convinzione che il tempo avesse in serbo per noi lancette più lente.
Poi succede: un giorno d’improvviso quando siamo immersi nei nostri pensieri per strada, in un parco, fermi in fila a una cassa di un supermercato. Succede. Arriva il giorno del nostro primo lei. Fino a pochi secondi prima avremmo giurato di apparire giovani, eterni ragazzi. Sentivamo l’energia, la freschezza di chi ha davanti un’intera vita e non si pone domande sul domani. Ma arriva lui: ha all’incirca dieci anni in meno di noi e decide che abbiamo superato la linea che divide chi come lui è eternamente giovane, da chi ha iniziato a mostrare i segni del tempo che passa.
“Mi scusi. Sì, parlo a lei”.
E quel “mi scusi” ci lascia per qualche attimo sbigottiti, sconcertati, quasi a voler dire: “Ma chi? Io?”. E continua a tornarci in mente per l’intera giornata, e per quelle a seguire.
E così, da quel giorno, tornando a casa iniziamo a guardarci con occhi diversi, iniziamo a scrutare ogni singolo segno sul nostro volto che possa far trapelare il tempo che passa, iniziamo a studiare dettagli del nostro corpo a cui mai avevamo prestato attenzione, alla ricerca di cambiamenti, di indizi di una qualche mutazione che sta avvenendo in noi.
E ne troviamo. Forse non subito, forse arrivano nel giro di mesi, anni qualche volta.
Iniziano a comparire piccole rughe sul viso, la pelle diventa meno elastica, la perfetta forma fisica di cui avevamo goduto inizia a dare segni di cedimento e singoli capelli bianchi compaiono d’improvviso: la sera prima non c’erano e la mattina seguente eccoli lì.
Abbiamo timore. Timore di invecchiare, di cambiare, di smettere di piacere a noi stessi e agli altri. Paura di questa trasformazione silente che giorno dopo giorno ci modifica un po’, senza chiederci il permesso.
Dobbiamo essere giovani, vogliamo rimanerlo. Guardando la televisione siamo abituati a vedere esclusivamente persone giovani o che hanno fatto ricorso a mezzi chirurgici per fingere di esserlo. Le pubblicità ci propongono solo modelli inarrivabili di ventenni o trentenni senza difetti.
Mi sono chiesta, in questi anni, se sia giusto o meno non invecchiare, e credo vi sia una sostanziale differenza tra il prendersi cura di noi stessi, rimanendo noi, accettandoci come siamo, e cercando modalità sane per mantenerci in forma, senza trascurarci, e il fingere di essere qualcuno che non siamo, ricorrendo a mezzi invasivi che sostituiscono la nostra immagine con la copia di qualcuno già visto da qualche parte, magari in televisione. Ma esistono modi sani di poterci accettare, prendendoci cura del nostro aspetto fisico, senza dover pagare chirurghi che ci modifichino, rendendoci innaturali?
Loredana de Michelis ci dice di sì: è autrice del libro Visotonic®. Auto-lifting muscolare del viso, che si avvale di tecniche naturali per ridefinire i lineamenti, distendere le rughe d’espressione e ridare volume a labbra e zigomi. Propone un programma personalizzabile di 10 minuti al giorno per ritrovare un viso più giovane, ma soprattutto più bello ed espressivo. Il libro è appena stato rivisto, ampliato e aggiornato con le ultime novità: Yoga del viso, Mewing e Facesculpting®.
Ma com'è possibile che svolgendo semplici esercizi pochi minuti al giorno si possa cambiare il proprio aspetto, ringiovanendo? Ce lo spiega l’autrice:
«Molti pensano che la ginnastica facciale sia una specie di massaggio, come se il viso fosse soltanto fatto di pelle che poggia sulle ossa. Eppur la faccia si muove, e il movimento non è virtù della pelle, ma compito esclusivo dei muscoli. Quando insisto sul fatto che sotto la pelle del viso giacciono silenziosi come cobra numerosi muscoli, chi mi ascolta di solito solleva dubbioso un sopracciglio contraendone qualcuno, storce la bocca attivandone parecchi, e mi guarda come per dire che sarà anche vero, ma non ci crede poi tanto.»
E continua: «Una delle finalità principali di queste tecniche è quella di aumentare lievemente il volume di alcuni muscoli facciali e di tonificarne o rilassarne altri, distendendo e rassodando il viso, così come si fa per altre parti del corpo. Molti esercizi possono andare oltre lo scopo estetico, arrivando a migliorare posture e funzioni, e ogni esercizio si porta appresso una moltitudine di cose da scoprire e di ragionamenti che si aprono su altri, come un fiore dai petali infiniti: solo così la “ginnastica” diventa “nuova capacità di movimento” e “nuova capacità di sensazione”, arricchendo la nostra vita e ringiovanendo corpo e cervello.»
E se a contatto ravvicinato con lo specchio vedessimo ancor di più tutti i difetti nel nostro viso, le imperfezioni che solitamente facciamo finta che non esistano? L'autrice, a tal proposito, ha un consiglio: «Evitate l’errore controproducente ed egocentrico di valutare il vostro aspetto, ripetervi per la milionesima volta che non avete un buon rapporto con lo specchio e che guardarvi così da vicino vi fa scoprire rughe e difetti che non avevate notato prima. Approcciate il vostro viso con curiosità scientifica, senza approvare o condannare; osservate con partecipazione senza giudicare: è il primo passo per instaurare una relazione affettiva con chiunque, anche con se stessi.»
Dunque proviamo a prenderci cura del nostro viso. Non possiamo evitare di invecchiare, ma possiamo provare a farlo nei migliori dei modi. Ritorniamo a dare del tu a noi stessi. Torniamo a piacerci, e a prenderci molto meno sul serio. Pochi e semplici esercizi che renderanno la nostra pelle più elastica e ci aiuteranno a scoprire, attraverso nuove espressioni facciali, quanto può essere divertente e bello guardarci da vicino, con occhi nuovi. Buon autolifting a tutti!