CAMBIARE LA PROPRIA VITA? LA PAROLA A CLAUDIA RAINVILLE


Vi piacerebbe cambiare vita, ma non sapete da dove partire? La nuova edizione di "Cambia la tua vita", dal nuovo titolo "Apro la porta alla mia nuova vita" è una sorta di auto-psicoterapia, con strumenti che, se applicati, produrranno risultati straordinari nella vostra esistenza e nelle relazioni con gli altri.
Per saperne di più abbiamo rivolto qualche domanda direttamente a Claudia Rainville!!



1) Nel tuo libro Apro la porta alla mia nuova vita racconti l’esperienza della depressione, che ti ha portata anche molto vicina ad una possibile fine. Come ti ha cambiata questa esperienza?
Diciamo che mi ha dato un nuovo inizio. Ero come un treno che deraglia. Soffrivo ma non capivo perché e non sapevo a chi rivolgermi. Quest’esperienza mi ha mostrato senza ombra di dubbio che il suicidio non è la risposta alla sofferenza.

2) Cosa consigli a chi, come te, ha sofferto o sta soffrendo di depressione?
A mio parere la depressione è una lotta interna tra la parte di noi che non vuole più vivere e quella che invece vorrebbe uscirne ma non sa come fare. Le raccomandazioni che darei sono queste:darsi il permesso di vivere questa difficoltà, dare tanto amore a quella parte di sé che sta
soffrendo, attingere alle forze che restano per trovare la volontà di uscirne e ricordarsi che alla fine del tunnel c'è sempre luce. Ovviamente un libro come Apro la porta alla mia nuova vita può aiutare ed è possibile trovare un ascolto e un supporto concreto sul sito di Metamedicina.

3) Quali differenze ci sono rispetto al libro Cambia la tua vita, di cui Apro la porta alla mia nuova
vita è più di una semplice nuova edizione riveduta, corretta e ampliata?

Quindici anni separano questi due libri. Anni in cui ho potuto approfondire meglio questi argomenti. In questo nuovo libro mi sono concentrata sulle equazioni che guidano le nostre vite, cosa che non avevo fatto in Cambia la tua vita.

4) Scrivi che “prendere la decisione di cambiare la propria vita significa lasciare il ruolo di vittima per assumersi la responsabilità della propria esistenza e della propria felicità”. Perché secondo te è così difficile innescare questo cambiamento?
La sofferenza può essere una grande insegnante. Tuttavia, la nostra paura di soffrire è tale che ci rende inclini a fuggire davanti ad essa, piuttosto che andarle incontro.

5) Tra le prime tappe da percorrere per riuscire a cambiare vita, parli dell’accettazione. Che ruolo ha nel cambiamento?
Non si può cambiare nulla che non si accetti.
Accettare significa smettere di negare o rifiutare la realtà, significa dire di sì invece di no.
«Sì, ho male. Sì, soffro. Sì, ho bisogno di aiuto», eccetera.
Significa riconoscere, ammettere: «Sì, ho chiuso il cuore... Sì, soffro di dipendenza emotiva... Sì, non riesco a dimenticarlo... Sì, non posso perdonarlo...».
Nell'accettazione, non c'è giudizio verso se stessi o verso gli altri: c'è solo il riconoscimento di ciò che sentiamo o che abbiamo sentito, di ciò che pensiamo o che abbiamo pensato, delle difficoltà che incontriamo o che abbiamo incontrato... Finché riteniamo responsabili gli altri di ciò che stiamo attraversando, nulla può cambiare.
Può essere che “l’altro” si riveli fonte di sofferenza per noi, ma pensare che, se lui cambia, noi saremo liberi, è una vera e propria illusione.
Finché la lezione contenuta in questa sofferenza non verrà riconosciuta e accettata, la ritroveremo ancora e ancora in altri momenti della nostra vita e con altre persone.
È solo quando riusciamo ad integrare questa lezione nella nostra vita che vediamo gli altri, e le situazioni, cambiare intorno a noi.

6) Nel libro tratti anche della memoria emozionale. Di cosa si tratta?
Tutte le situazioni cariche di emozioni che abbiamo vissuto a partire dallo stato fetale sono state immagazzinate in un'area del nostro cervello chiamata "cervello limbico".
Ognuna di queste situazioni è stata classificata come piacevole, e quindi da ripetere, o come spiacevole, e quindi da evitare.
Il problema è che il cervello limbico non è in grado di riflettere: può farci ripetere delle esperienze
che non ci porteranno nulla di buono e farci evitare, invece, quelle che potrebbero essere salutari.
Ecco alcuni esempi.
Se, a causa di una malattia, abbiamo ricevuto più attenzioni del solito, potremmo concludere: essere malato = venire curato. In questo caso, quando ci sentiremo impotenti o abbandonati, il nostro cervello limbico (con l'aiuto del sistema neurovegetativo ed endocrino) potrebbe ordinare una malattia per venire in nostro soccorso.
Se dopo una delusione d’amore abbiamo concluso: amare = soffrire, il nostro cervello limbico potrebbe indurci a scappare da una nuova relazione oppure a romperla prima che si intensifichi.
Qualsiasi esperienza classificata come piacevole, o legata al successo, innescherà il nostro sistema attivatore spingendoci ad agire nuovamente nella speranza di ritrovare quella bella sensazione.
Al contrario, un’esperienza catalogata come spiacevole, o legata al fallimento, attiverà il nostro sistema inibitorio impedendoci di agire, e resteremo bloccati, paralizzati di fronte a quell’azione.
Questi sono i ricordi che è importante recuperare se vogliamo smettere di ripetere gli stessi scenari di sofferenza più e più volte.

7) A chi è rivolto questo libro?
Rispondo con la testimonianza di una cara lettrice, che mi sembra riassuma bene l’intento di questo libro: “Apro la porta alla mia nuova vita è accessibile a tutti. È di facile lettura, è scritto in modo chiaro, con parole semplici e senza pretese. Segue un filo conduttore che permette di gettare nuova luce su alcuni punti molto importanti della nostra vita. Realizzazioni che, automaticamente, permetteranno di andare verso una trasformazione positiva. L'autrice ci aiuta a 'prendere le distanze' con riflessioni e domande estremamente pertinenti. Ci mostra come trasformare le nostre storie di vita, per creare un meraviglioso trampolino di lancio per la nostra evoluzione.
Consiglio questo libro a tutte coloro che vogliono essere felici. È uno dei libri più interessanti che abbia letto. Non ho dubbi sul fatto che possa cambiare la vita di chi lo metterà in pratica”.