CHE RUOLO HA

LA NOSTRA
INTENZIONALITÀ

NELLA GUARIGIONE?


Le teorie della fisica quantistica, ormai da qualche anno, iniziano ad essere utilizzate anche in
ambito biologico, medico e psicologico. Proprio in questo nuovo approccio alla salute pone le sue radici il
libro Intenzionalità di guarigione, grazie al quale approfondiamo come la conoscenza della nostra mente e del mondo dei quanti possa aiutarci a guarire. Per capire meglio di cosa si tratta, abbiamo rivolto qualche domanda all’autore, il prof. Gioacchino Pagliaro, psicologo e psicoterapeuta, che promuove l’applicazione di alcuni principi quantistici nell’ambito dei processi mentali e del benessere dei sanitari nelle ASL. È anche presidente di Attivismo Quantico Europeo, associazione collegata al Center for Quantum Activism (USA) diretto dal famoso fisico Amit Goswami.



1) Come è nato questo libro?
La medicina ha raggiunto livelli straordinari e un tempo impensabili nella cura delle malattie e ha iniziato a considerare sempre di più la persona ammalata nella sua globalità, non solo come un corpo meccanico. Il libro ha lo scopo di presentare in modo scientifico l’importanza ed il ruolo di una visione olistica della salute e della cura. In questi ultimi decenni abbiamo visto crescere molto l’attenzione verso il paziente, verso i suoi bisogni e verso i suoi familiari. Oggi ci aspetta un obiettivo ancora più ambizioso: fare in modo che gli ospedali, e in generale tutti i luoghi della cura, diventino luoghi in cui il malato si senta compartecipe, con il medico, nell’azione di cura. Questo libro vuole essere proprio un aiuto in questa direzione.

2) Ha una formazione come psicologo e psicoterapeuta. Quando e come si è avvicinato agli studi quantici?
La mia vita professionale è sempre stata caratterizzata da una certa curiosità conoscitiva verso i modelli di cura che pongono al centro dell’intervento la persona malata e la sua capacità di contribuire al miglioramento delle proprie condizioni fisiche o addirittura alla guarigione. Seguendo questa curiosità, ho cercato di offrire ai miei pazienti il meglio dei trattamenti psicologici e psicoterapici, declinandoli sulle loro esigenze personali e specifiche. Il tutto sempre nella profonda convinzione che le cure mediche integrate con i trattamenti psicologici e con l’intenzione del paziente possano sempre dare la migliore risposta in ogni situazione.
La mia curiosità professionale è però sempre stata attratta anche dalle novità introdotte dalla ricerca, soprattutto quella altamente innovativa, condotta in prestigiose università nazionali ed internazionali. Negli ultimi vent'anni mi hanno colpito molto quegli studi, esperimenti e metodiche inerenti l’applicazione di alcuni principi quantistici alla salute e al benessere. Agli inizi del 2000 l'incontro con il prof. Giuseppe Genovesi della Medicina Sperimentale dell'Università La Sapienza di Roma e con il prof. Emilio Del Giudice, fisico di fama internazionale, ha rafforzato in me quell'interesse che già avevo verso queste tematiche.
La fondazione dell'Associazione Internazionale di Ricerca sull'Entanglement in Medicina e
Psicologia (AIREMP), con Presidente il prof. Genovesi e con me come vicepresidente, ha contribuito a chiamare a raccolta tutti quei medici, biologi, psicologi, professionisti sanitari che a partire da una visione dell'organismo umano in chiave PNEI sentivano anche l'esigenza di fondare una medicina e una sanità centrate sulla cura della persona malata e sulla salutogenesi.
Lo studio delle ricerche e delle teorie di W. Pauli, E. Schroedinger, N. Bohr, G. Preparata, E. Del Giudice, G. Vitiello, R. Sheldrake, H. Margenau, D. Bohm e A. Goswami, che hanno ipotizzato o teorizzato l’applicazione di alcuni principi quantistici ai sistemi viventi, mi ha sollecitato a studiare la possibilità di utilizzare alcuni di questi principi nella promozione della salute e del benessere.

3) Che cosa si intende con “intenzionalità di guarigione”?
Come prima cosa chiariamo subito che non si può parlare di intenzione di guarigione se non si seguono contemporaneamente le cure mediche. Gli studi scientifici e la mia esperienza professionale dimostrano che l’intenzione di guarigione funziona solo quando il paziente segue le cure mediche ed è motivato a guarire.
Il termine “intenzionalità di guarigione” è un termine che oggi raccoglie molto consenso. Questa rapida diffusione nel gergo dei curanti e nel senso comune ha però comportato una confusione semantica. L’intenzionalità di guarigione nasce da precise e radicali premesse epistemologiche che generano nuove ipotesi e teorie sulla mente e sui processi mentali, caratterizzate anche da termini e significati nuovi. Il termine “intenzionalità creatrice” nasce con il modello teorico fondato da fisico Amit Goswami.
Questo nuovo modello, denominato da Amit Goswami modello della Scienza nella Coscienza, mi ha portato a strutturare una precisa teoria sulla mente non locale, dalla quale prende vita e si sviluppa l’intenzione di guarigione.
L’intenzione di guarigione è innanzitutto uno stato mentale di consapevolezza, quindi uno stato oggi verificabile e rilevabile attraverso EEG, ECG, e con le moderne tecnologie di neuroimaging.
Partendo da questo stato mentale in cui si crea un allineamento cuore-cervello, la mente, divenuta consapevole, opera attraverso l’intenzione nel campo delle possibilità trasformando l’intenzione in realtà. Il libro descrive le modalità in cui questo può accadere.

4) Ci porta, tra le pagine del suo libro, a conoscere l'esistenza della mente non locale. Ci può spiegare sinteticamente di cosa si tratta e perché riveste un ruolo così importante?
Sono argomenti delicati che non possono essere semplificati in poche righe. Per questo mi limiterò a lanciare una suggestione e a rimandare alla lettura del libro.
Le menti abitano i corpi, e l’individuo plasma la propria mente in base ai processi biologici, psicologici e sociali, ma ancor di più in base alle scelte, alle opportunità, alle convinzioni e ai sistemi di credenze. La mente avrebbe quindi quasi esclusivamente una connotazione intracranica e intradermica, ma questa, in realtà, è solo una parte dell’espressione della mente.
La PNEI, la Psicologia Transpersonale, la Psicosintesi, il modello Mente-Corpo e oggi il modello Mente-Corpo-Energia attraverso il contributo dell’entanglement, ci parlano di una mente presente in tutto il corpo, che si espande anche fuori di esso, che interagisce con il mondo esterno e che è parte di un vasto campo mentale che io, coerentemente con il pensiero del fisico H. Margenau, chiamo mente non locale. È una mente al di fuori della classica dimensione spaziotemporale in cui la nostra mente ordinaria vive e si muove: una mente non localizzata, a cui la nostra mente ordinaria sensoriale e cognitiva può avere accesso attraverso lo sviluppo dello stato di consapevolezza.

5) Nel libro si parla di discipline nuove, come la biologia quantistica, la medicina quantistica e la psicologia quantistica. Sono solo discipline teoriche o vi sono professionisti che le stanno già mettendo in pratica?
Molte delle teorie della fisica quantistica sono state immediatamente acquisite dal mondo delle tecnologie, creando vere e proprie rivoluzioni in campo tecnologico, delle comunicazioni, dei trasporti, dell’astrofisica e della medicina. Come scrisse Margenau, solo negli ultimi decenni del secolo scorso queste teorie sono state studiate e applicate ai sistemi viventi complessi. Da qui la nascita di ambiti di ricerca e di applicazione clinica denominati Biologia Quantistica, Medicina Quantistica e Psicologia Quantistica.
Oggi sono molti in Italia e nel mondo occidentale i biologi, i medici e gli psicologi che utilizzano nel campo della ricerca e della cura strumenti diagnostici e terapeutici basati su dispositivi e principi quantistici e su metodiche terapeutiche come l’intenzionalità di guarigione.

6) La parola “consapevolezza” viene più volte ripetuta nel libro. Come la definirebbe e che ruolo ha nella nostra guarigione?
Consapevolezza non è sinonimo di coscienza: esser coscienti non è la stessa cosa dell’esser
consapevoli. La consapevolezza è uno stato mentale a cui chiunque può avere accesso poiché è una capacità della mente. La consapevolezza viene offuscata dalla mente ordinaria, che vive nella realtà materiale, e dal lavorio mentale. Frenare, arginare, ridurre il lavorio mentale con un addestramento, consentono di entrare nello stato di consapevolezza, uno stato della mente trasformativo per la persona, che contribuisce al miglioramento della sua vita.

7) Qual è lo scopo di questo libro?
La prima parte di questo libro non riporta idee mie: è il frutto del pensiero, delle intuizioni, degli esperimenti e delle teorie di prestigiosi scienziati, fisici, biologi, medici e psicologi. Io non ho fatto altro che sistematizzare questi grandi temi, tentando di ricomporre l’affascinante mosaico che deriva da questi importanti contributi, per offrire un modo di curare che ponga la persona malata al centro delle cure.
Nella seconda parte del libro invece spiego, attraverso la mia esperienza di psicoterapeuta, come il medico, lo psicologo, i curanti possono arricchire ulteriormente l’efficacia della cura, aiutando gli ammalati a utilizzare il potenziale di autoriparazione presente in ogni essere umano.

8) A chi consiglierebbe questo libro?
A tutti i colleghi e professionisti sanitari che desiderano scoprire il potenziale di guarigione presente in ogni persona, e a tutti coloro che stanno vivendo la malattia. Ho scritto questo libro per aiutare le persone a non perdere mai la fiducia e la speranza nelle cure mediche, e nel potere dell’intenzione di guarigione.