CHE TOCCO HA UNO SCIAMANO?

È in uscita il nuovo libro di Alberto Fragasso, Il tocco dello sciamano. Dopo il successo del suo primo libro, Spiriti alleati, Alberto ci conduce alla scoperta dell’identità di uno sciamano e ci svela come questo sappia oltrepassare il velo invisibile che distanzia ognuno di noi dalla verità e dunque dall’amore.


Alberto, di cosa parla Il tocco dello sciamano?
Il mio nuovo libro affronta le culture sciamaniche che abbracciano l’animismo della realtà: sfiora quindi tutto ciò che riguarda la bellezza nella sua più ampia forma, e la capacità insita in ognuno di noi di riuscire a riconoscerla, raccoglierla dentro di sé ed osservarla. Questa capacità è dentro ad ogni Sciamano.
Credo profondamente che, se siamo in grado di abbracciare queste filosofie, questo approccio alla vita, siamo anche in grado di trovare dentro di noi la luce che ci serve per sentirci parte della natura, per riuscire a creare armonia nella nostra vita quotidiana e ad essere un tutt’uno con l’universo e con l’intero cosmo.

Quali sono le differenze tra il tuo primo libro e questo?
Il tocco dello sciamano si differenzia notevolmente da Spiriti alleati. Spiriti alleati si rivolgeva a persone digiune di tutti gli elementi tipici della pratica sciamanica; il tema centrale era accompagnare il lettore a un risveglio profondo delle sue qualità affinché potesse portarle nel proprio mondo, affinché potessimo, tutti insieme, accrescere la bellezza collettiva.
In Spiriti alleati, inoltre, qua e là ho fatto ricorso a tratti accademici, soprattutto riguardanti l’ambito antropologico e psicologico. Nel Tocco dello sciamano non ne ho avuto bisogno: qui l'approccio è diverso e diverso è l'obiettivo.

Il libro esordisce con una riflessione sulla bellezza, come mai?
Sì, è una frase che è arrivata dalle sfere del sogno: “La bellezza è come un fiore che si schiude nella consapevolezza del mattino”.
La bellezza è per me un qualcosa che si risveglia dentro di noi quando ci apriamo ad essa, quando ci soffermiamo a osservarla, quando entriamo in sintonia con la sua natura fino ad arrivare ad abbracciarla. Per farlo però ci vuole coraggio: bisogna abbandonare gli schemi della nostra educazione e ritornare ad essere “selvatici”, esprimere quella parte di noi che teniamo dentro, sopita; questa si schiude solo quando decidiamo di aprire le porte del nostro cuore, e l’obiettivo di questo mio libro è proprio questo. Lo vedo come un libro-medicina, un libro che risveglia l’anima e l’aiuta ad andare nel mondo portando con sé la propria consapevolezza.

Qual è secondo te il rapporto tra bellezza e ombra?
Credo che anche nell’ombra vi sia bellezza, ma si tratta di una bellezza ancora non riconosciuta: quando entriamo in profondità, e ci inoltriamo nei nostri anfratti più “ombrosi”, scopriamo che lì ci sono racchiusi gli aspetti più oscuri della nostra esistenza. Ed è proprio quando prendiamo contatto con essi e riusciamo a far tesoro del loro significato più profondo, che siamo in grado di far risorgere la bellezza nella nostra vita quotidiana.
Non è facile: a volte capita di rimanere incastrati nelle esperienze del nostro passato.
Sono convinto che la bellezza non sia solo quello che ci risulta essere piacevole esteticamente: la bellezza credo vada al di là della percezione mentale e che sia presente in tutto e tutti.

Il libro contiene diverse pratiche. Di che tipo?
Le pratiche che ho inserito nel libro permettono all’uomo contemporaneo di riconnettersi alla terra, alle proprie radici e alle fonti spirituali presenti in ogni essere vivente.
Esistono pratiche che aiutano le persone a scavare nella propria ombra e trovare la bellezza dentro di sé. Ci sono poi pratiche che aiutano il lettore a entrare in relazione con un albero, con un animale domestico, con un animale selvatico, con un ruscello, eccetera. Si tratta di pratiche che permettono a tutti quanti di avvicinarci alla natura e al mondo che ci circonda, ma anche e soprattutto alla natura interiore profonda, che è fondamentale per tutti noi: se non siamo connessi ad essa non ci sentiremo mai a casa, indipendentemente dal luogo in cui ci troveremo. L’obiettivo del Tocco dello sciamano è di riportarci a casa, di recuperare la nostra anima, di trasmetterci quell’antica saggezza che è parte delle conoscenze dell’umano da sempre, ma che purtroppo abbiamo perduto e abbiamo dunque necessità di ritrovare per sentirci pieni nella nostra esistenza.

In che modo scrivere questo libro ti ha cambiato?
Questo libro mi ha permesso di ritrovare alcuni aspetti di me stesso che credevo lontani, ma che invece erano solo in attesa di emergere. Penso che ogni libro sia un insegnante, da quando lo si comincia a scrivere a quando lo si conclude: esso fornisce al proprio “creatore” nuove chiavi di lettura per se stesso e per tutte le persone che si incontrano nel cammino. In un qualche modo credo che ogni libro possa avvicinare ognuno di noi al realizzare il proprio sogno interiore. Per me lo è stato!

E perché leggerlo?
Questo libro si rivolge a tutte le persone che si sentono chiamate dalla pratica sciamanica e dalla medicina del cuore; è per tutti quelli che sentono il bisogno di ritrovare una connessione con la natura e con se stessi, che vogliono addentrarsi nel significato più profondo della vita. È un libro per tutte le persone che amano viaggiare e scoprire la realtà quotidiana, per tutti i coraggiosi che sanno che entrando nelle profondità di se stessi e del cosmo si ha la possibilità di ritrovarsi.

In queste settimane si parla molto di “difesa del pianeta”. Come pensi stia la nostra “Terra”? E l'umanità?
Da un punto di vista animico la nostra Terra la vedo come una grande madre che culla i propri figli – a volte capricciosi –, che stanno imparando a vivere in connessione con essa. Ogni tanto questa madre amorevole manda però anche degli scossoni, al fine di donare ai propri figli nuove possibilità di crescita e di evoluzione.
Credo infatti che la Terra stia trasformando noi umani anche attraverso le più drastiche delle sue evoluzioni naturali: abbiamo l’opportunità, ogni giorno di più, di ricreare una relazione con la nostra Madre Terra. La quale non sta morendo: si sta risvegliando; e, se noi siamo in grado di accogliere questo risveglio e lasciare che ci compenetri, saremo in grado di morire e rinascere a nuova vita, e di permettere così a un nuovo mondo di manifestarsi.
L’umanità sta vivendo profondi cambiamenti, attraverso i quali sta ritrovando se stessa, oltre che grazie a quelle che possono apparire come espressioni negative della nostra presenza qui, su questo pianeta. Viviamo in culture che si sono sviluppate dai paradigmi del patriarcato, che porta a sviluppare un’energia di dominio: sulla terra, sulle risorse e dentro di noi. Abbiamo bisogno di rintracciare quelle memorie sepolte in noi che ci permettano di rientrare in contatto con noi stessi, con la natura e con gli esseri viventi.
Abbiamo necessità di rinnovare in modo sistematico la nostra umanità, rincontrandoci a un livello profondo e riconnettendoci al nostro cerchio, al cerchio della vita.
Sì, perché non siamo staccati dagli altri esseri viventi, siamo un tutt’uno con loro: ricordiamoci che la nostra origine è la stessa delle stelle, dell’universo, del tutto!
E Il tocco dello sciamano ci aiuta proprio in questo, a ricordare cosa c’è dentro di noi, cos'è l’anima, quale significato possiamo dare alla nostra vita. Solo così possiamo inoltrarci finalmente su questo cammino.