DISINNESCARE LA BOMBA
Molti di noi sono, o sono stati, in una relazione amorosa importante. Ma, alla fine, cosa abbiamo capito davvero?
In quale misura le reazioni spontanee e automatiche che ci portiamo dentro sin dall'infanzia possono minare la felicità coniugale? Cosa possiamo fare? Ne abbiamo parlato con il dottor Daniel Dufour, che ha dedicato al tema dell'abbandono oltre 15 anni di ricerca, sfociati in una serie di libri di cui Disinnescare la bomba è il primo ad essere tradotto in italiano.


DOTTOR DUFOUR, COME MAI UN LIBRO SUL TEMA DELL'ABBANDONO E DEI SUOI EFFETTI SULLA RELAZIONE DI COPPIA?

Da circa trent'anni cerco di accompagnare i miei pazienti a trovare le cause della loro sofferenza piuttosto che curarne unicamente i vari sintomi. In questo modo, essi possono risalire alle situazioni in cui non sono stati in grado di esprimere le loro emozioni di tristezza, rabbia e… persino di gioia! Molti soffrono della ferita da abbandono, ma hanno grandi difficoltà ad ammetterlo perché provano vergogna e quindi preferiscono ignorarla o "dimenticarla". Tuttavia, questa ferita influisce direttamente sulla loro vita affettiva, inducendoli a passare da un fallimento relazionale all’altro o a fare di tutto pur di restare insieme al partner per paura di rimanere soli... Questo provoca una grande sofferenza mentale ma anche fisica. Le persone che soffrono di questa ferita sono molto più numerose di quanto si creda, il che mi ha spinto a parlarne: tanto più che esiste una cura!

QUANDO È NATA L'IDEA? 
Nel 1997 ho fondato un centro anti-stress. Dopo alcuni anni mi sono reso conto che la ferita da abbandono era molto comune tra le persone che accompagnavo, ma che nella maggior parte dei casi ne soffrivano inconsapevolmente. Allora, nel 2007, ho pubblicato un libro in francese intitolato La blessure d’abandon ("La ferita da abbandno", n.d.t.) e, nel 2014, un altro volume (Le tumulte amoureux) che è stato appena tradotto in italiano e pubblicato dalle Edizioni Amrita con il titolo Disinnescare la Bomba. L'idea, quindi, è relativamente di vecchia data; ma restava la necessità di scrivere su questo importante argomento in modo semplice, affinché chiunque potesse informarsi e soprattutto avviarsi a una vita affettiva più serena.



IL TITOLO ITALIANO DEL SUO LIBRO È DISINNESCARE LA BOMBA. A COSA SI RIFERISCE?

La bomba è l’accumulo delle emozioni bloccate dalla nostra mente concettuale, o ego. Le tensioni generate da queste emozioni, soprattutto dalla rabbia, provocano paure, sensi di colpa ma anche malattie fisiche (per esempio un mal di schiena cronico, dei disturbi intestinali, un cancro) e mentali (depressione, esaurimento nervoso professionale, e così via). Naturalmente fanno parte del quadro le rotture relazionali, le separazioni e le dipendenze affettive gravi. Questa bomba si può disinnescare seguendo le raccomandazioni fornite dal libro, ossia mettendo in pratica il metodo OGE (dicitura che deriva dall’inversione delle lettere della parola ego).

“INCOLPARE” IL PASSATO DELLE NOSTRE ATTUALI CARENZE NON RISCHIA DI ESSERE DERESPONSABILIZZANTE?
No, al contrario, perché non si tratta di "prendersela" con il passato, ma di capire da dove vengano queste carenze ed esprimere adesso ciò che non abbiamo saputo esprimere allora. Non è un approccio analitico, si tratta piuttosto di una liberazione emozionale. Lo scopo non è mettere sotto processo i genitori o altri che non hanno potuto, o saputo, offrire alla persona afflitta da questo genere di ferita il tipo di amore che desiderava, ma che essa si “faccia carico di sé”, si responsabilizzi e infine si liberi, dando a se stessa quell’amore che ha sempre atteso dagli altri. Si tratta, insomma, di responsabilizzazione, cosa molto più difficile e complessa rispetto al semplice scaricare la colpa sugli altri.


NEL SUO LIBRO PARLA DELLE "FERITE DA ABBANDONO". DI COSA SI TRATTA?
Sono il risultato del non esserci sentiti amati come avremmo voluto durante l'infanzia, o anche durante la vita fetale. Chi soffre di queste ferite non si sentirà degno d'amore, avrà scarsa autostima e farà di tutto pur di essere amato, anche a costo di perdere il rispetto di sé. Oppure farà il possibile per essere respinto, abbandonato: il suo timore maggiore è proprio essere abbandonato, ma essendo convinto che nessuno possa amarlo davvero farà inconsciamente di tutto perché le cose vadano proprio così.

COME SI CURANO?
Imparando ad amare se stessi e smettendo di aspettarsi che gli altri lo facciano al posto nostro. Come? Vivendo nel momento presente e imparando a riconoscere, sentire ed esprimere le proprie emozioni; scoprendo d'essere persone meravigliose dotate di innata saggezza, di creatività e di molte altre qualità.

PERCHÉ BISOGNA SPEGNERE "LA MENTE CONCETTUALE"?
“Spegnere la mente concettuale” ci permette di tornare al momento presente, di ritrovare le nostre emozioni e noi stessi. Infatti è la nostra mente concettuale (e non il cervello!) a tagliarci fuori:
- dal momento presente, proiettandoci nel futuro attraverso paure, ansie e perdita di fiducia in noi stessi, oppure nel passato attraverso i rimpianti, i sensi di colpa e i rimorsi;
- dal riconoscere, sentire ed esprimere le emozioni di gioia, tristezza e rabbia;
- dalla nostra innata saggezza, dalla creatività, dalla persona che siamo nel profondo del nostro essere.



PER AMARE QUALCUN ALTRO BISOGNA PRIMA AMARE SE STESSI. PIÙ FACILE A DIRSI CHE A FARSI?
Effettivamente sembra semplice e logico, ma la nostra mente concettuale è potentissima. Comincia a formarsi poco dopo la nascita, cresce con la "formattazione" legata al tipo di educazione ricevuta, quella che ci insegna a distinguere cos'è bene e cos'è male per noi, e che ci obbliga ad adottare credenze spesso contrarie alla nostra vera natura. In questo modo, la mente concettuale, o ego, occupa un posto sempre maggiore nella nostra vita: è l’antitesi dell’amore per eccellenza. Per imparare ad amarsi bisognerà andare contro l’ego e riscoprire tutta la ricchezza che abbiamo dentro, cosa perfettamente fattibile e molto arricchente.

QUAL È IL CONFINE TRA UN SANO AMORE PER SE STESSI E UNA CHIUSURA EGOICA ED EGOISTICA?
Comportarsi da egoista significa essere in reazione rispetto agli altri, provando il desiderio di ignorarli o di minimizzarli. L'egoista è guidato dalla mente concettuale che separa, divide in compartimenti (me e gli altri!), che giudica o sottovaluta. È in una posizione di chiusura nei confronti degli altri. L’amore è l’esatto opposto. Amare se stessi equivale a centrarsi su di sé con il rispetto e l’attenzione che meritiamo. E siccome l’amore è apertura, ci permette di aprirci agli altri.

SECONDO LA SUA ESPERIENZA, UN FIGLIO ADOTTIVO "AVANZA NEL MONDO" CON QUALCOSA IN MENO RISPETTO A UN FIGLIO CHE CRESCE NELLA SUA FAMIGLIA NATURALE?
I figli adottivi hanno vissuto un grande abbandono, ed è molto probabile che possano soffrire di una ferita di questo genere. Ma non direi che hanno «qualcosa in meno». L'essere sopravvissuti a quest’esperienza, infatti, significa possedere una grande forza interiore che può permettere loro di guarire, a condizione di imparare a darsi tutto l’amore che si meritano.

MI HA SEMPRE COLPITO IL FATTO CHE MOLTISSIMA GENTE SEMBRI SEMPRE IN CERCA DI RELAZIONI MALATE, CON UNA "COSTANZA" CHE EMERGE ANCHE DALLE TESTIMONIANZE CONTENUTE NEL SUO LIBRO. COM'È CHE, INCONSCIAMENTE, CI SCEGLIAMO UNO "SCONOSCIUTO" CHE RIPETERÀ IL SOLITO COPIONE?
Quando non ci amiamo affatto o non abbastanza, attiriamo (spesso inconsciamente) persone che confermeranno che avevamo ragione a non amarci. Tutto il nostro comportamento, anche quello non verbale, invia questo messaggio agli altri, ed essi ne approfitteranno oppure cercheranno di convincerci del contrario. Ma se continuiamo a non rispettarci, gli altri si scoraggeranno e ci lasceranno, oppure continueranno a non rispettarci… L’unico modo per cambiare, è quello di costruire una relazione sana con noi stessi, ossia: imparare ad amarci. A quel punto il nostro comportamento, compreso quello non verbale, si trasformerà, e le nostre intuizioni, la nostra innata saggezza, potranno guidarci verso qualcuno che sarà la famosa “ciliegina sulla torta”, e non il contrario!

PERCHÉ QUALCUNO DOVREBBE LEGGERE QUESTO LIBRO?
Perché la ferita da abbandono è molto frequente, anche se la maggior parte di chi ne soffre non vogliono ammetterlo con se stesse. Ma, soprattutto, perché questo libro è un inno all’amore!

COS'È AMRITA PER LEI?
Una casa editrice molto seria che predilige la qualità. Da un punto di vista personale, Amrita mi ha offerto la possibilità di diffondere il concetto di OGE, ossia il rovescio dell'ego, secondo cui l’Amore permette a chiunque di ritrovare la propria autonomia e la sua ricchezza interiore.