Emerge®: rinascere dall’acqua

Intervista al dottor Vidmar, figlio di Alessandra Pacifici, e direttore
dell'Associazione Passaggio per il Cuore. 



emergeEmerge®: rinascere dall’acqua racconta il metodo che da il titolo al libro. Ci può raccontare di cosa si tratta?
Emerge® è un metodo per far venire fuori la nostra vera natura riscoprendo l’energia originaria con la quale ci siamo presentati al mondo. È stata scelta la parola emerge per sottolineare l'importanza di “far uscire fuori”, “riportare a galla ciò che è sommerso nel nucleo più profondo di Sé”, quei vissuti dimenticati che rendono la nostra vita più pesante, difficile e insoddisfacente, ma che, una volta espressi e reintegrati, possono diventare una risorsa a cui attingere.
Emerge® aiuta le persone, attraverso un percorso regressivo che culmina nel momento in cui rivivono la loro nascita. Lo scopo è quello di comprendere e reinterpretare i vissuti di quel momento, e le scelte (limitanti) ad essi collegate, così da continuare poi la vita con maggiore chiarezza, forza e leggerezza.
Emerge® è un percorso di riscoperta di sé, di rinascita, che, rispetto ad altri cammini di consapevolezza, è caratterizzato da due elementi specifici:
1) utilizza il lavoro in acqua calda come strumento terapeutico: per favorire lo stato meditativo e di presenza e creare un ambiente ideale per le tecniche regressive del metodo (non solo per la rinascita);
2) mette al centro del lavoro di riscoperta di sé, l'esperienza di rivivere la nascita, considerando la sua forza trasformativa e di cambiamento.



Perché il momento della nascita è così importante?
La nascita è la nostra entrata nel mondo, rappresenta la prima esperienza che ognuno di noi vive. È passare da uno stato di quasi fusione, che si è protratto per mesi nel grembo di nostra madre, a un ambiente pieno di stimoli (suoni, luci, sensazioni tattili e di movimento) a noi prima sconosciuti. È essere catapultati in una dimensione così diversa da quella più protetta della vita intrauterina. Un salto nel vuoto, o meglio, un salto nel pieno.
La nascita è la prima esperienza, il primo passaggio e soprattutto la prima separazione che abbiamo vissuto, e quindi inevitabilmente un trauma.
Per quanto la nostra nascita ci sembri lontana dalla nostra attuale vita adulta, il modo in cui è stata vissuta ha orientato il nostro percorso verso ogni sviluppo futuro; è la prima idea che ci si fa su come funziona il mondo: se è accogliente o pericoloso, vitale o freddo, piacevole o spiacevole, eccetera. In base a queste sensazioni, il neonato sarà più o meno propenso a muoversi in una direzione rispetto a un'altra.
Alessandra Pacifici ha compreso quanto questo imprinting natale e neo-natale fosse forte e quanto forte fosse anche l'impatto delle memorie emozionali legate al momento della nascita.
Le emozioni provate dal neonato influenzano inevitabilmente la sua vita futura: sono registrate a un livello pre-mentale, sensoriale, ma rimangono sempre attive nella memoria corporea, e nella memoria emozionale, anche se in modo inconsapevole.
Per quanto ci sembri così difficile da capire, su quei vissuti costruiamo le nostre regole di sopravvivenza, i nostri schemi mentali, le convinzioni su come va il mondo, la nostra realtà.



Il metodo può essere utilizzato anche da persone che hanno avuto una nascita senza particolari complicazioni mediche?
Il lavoro con Emerge® non ha a che fare con le difficoltà cliniche della nascita, perché, come ho detto prima, si concentra sull'esperienza emotiva. Le memorie emozionali legate a quel momento, anche se non lasciano segni tangibili, misurabili oggettivamente, fissano delle tracce che influenzano la vita futura.
Emerge® si rivolge a tutte quelle persone che vogliano fare un salto di consapevolezza, cercando di capire da dove viene il loro malessere, l’inquietudine e l’insoddisfazione, rintracciando quei fardelli che si portano fin dalla nascita, per liberarsene.
Naturalmente una nascita problematica, legata a complicanze mediche della madre o del piccolo, quasi sicuramente porterà a vissuti emotivi sgradevoli, e quindi, con maggiore probabilità, a traumi emotivi. Questa non è però una regola generale.
Nel libro sono descritti molti casi di nascite “oggettivamente difficili” per condizioni mediche (o fisiche: per esempio, permanenza prolungata in incubatrice, parto cesareo, cordone ombelicale intorno al collo, parto podalico, eccetera).
In molti altri casi, l’esperienza è stata dolorosa e ha lasciato strascichi senza che ci sia stata una difficoltà apparente: nei racconti di genitori e parenti tutto è filato liscio, ma durante l'esperienza del rivivere la nascita si sono riaperti ricordi ed emozioni di abbandono, di solitudine, di soffocamento, di paura della morte, e così via.
Questo può dipendere da come è stato accolto il neonato, a livello di contatto fisico, di calore e amore; altre volte le condizioni ambientali non sono chiare e poco hanno a che fare con le complicanze durante il parto o con le condizioni cliniche di madre e bambino.
Come diceva Alessandra Pacifici: “Ogni nascita ha la sua storia e il suo senso. Nessuna è migliore o peggiore di un'altra”.
A noi non serve trovare una causa esterna, per giustificare e accogliere un vissuto che emerge durante una sessione di rinascita dall’acqua. L’esperienza diretta della persona è l’unica cosa che vale, perché è quella che va espressa, liberata e reintegrata.



gallaSi parla di “riportare in superficie tutto ciò che è sommerso e sepolto nell’inconscio”. Che cosa esattamente si intende e in che modo viene portato “a galla”?
Molte delle scelte che facciamo da adulti sono guidate da aspettative, convinzioni e paure che abbiamo sviluppato quando eravamo bambini. Riportare in superficie ciò che è sommerso nell’inconscio significa innanzitutto prendere coscienza che da adulti indossiamo delle maschere, e costruiamo delle barriere tra noi e gli altri, in base alle esperienze avverse e dolorose che abbiamo vissuto da bambini.
Un’emozione sgradevole vissuta da bambini può rimanere bloccata per tutta la vita nel corpo e continuare a influenzarci quando siamo adulti. Il metodo Emerge® propone un lavoro sulle memorie emozionali, per riconoscere gli antichi blocchi e le emozioni che si celano dietro di essi e dar loro voce, per poterle sciogliere e liberare.
Il metodo Emerge® accompagna le persone in un percorso regressivo per esplorare i vissuti e le dinamiche sperimentati quando erano bambini. All’interno dei nostri corsi si svolge un cammino a ritroso che gradualmente conduce i partecipanti al momento di rivivere la nascita in acqua calda.
Entrare in contatto con il proprio bambino interiore è uno dei capisaldi del Metodo Emerge®.



Nel libro viene affrontato il tema del ritmo naturale del respiro, come elemento fondamentale per una maggior consapevolezza. Che ruolo ha il respiro nel metodo Emerge?
Il respiro è lo strumento per eccellenza per accedere a stati di rilassamento profondo.
In tutte le tecniche Emerge®, nei nostri corsi, guidiamo le persone all'ascolto del proprio respiro, per aumentare la consapevolezza di come esso si muove all'interno del corpo e sentire come ad una sua maggiore apertura corrisponda una maggiore presenza e connessione con la nostra essenza e spiritualità.
Il respiro è il collante di tutte le esperienze. Esso ci permette di amplificare le sensazioni del corpo, allentare le tensioni muscolari ed esplorare il nostro stato emotivo. Attraverso la pratica del respiro consapevole è possibile risvegliare sensazioni e vissuti emotivi. Rimettendo in moto il diaframma andiamo a intaccare la nostra “corazza protettiva”, facendo riemergere emozioni bloccate da tempo.
Nel libro Alessandra Pacifici scrive: “Riappropriarsi del ritmo naturale del respiro è come tornare a casa, entrare nel ritmo della vita e soprattutto nello spazio del cuore”.
Tutte le esperienze proposte nei percorsi Emerge® si servono del respiro consapevole, sempre sotto la guida di un operatore esperto e adeguatamente formato, che conosce l'evoluzione del processo ed è quindi in grado di sostenerlo e indirizzarlo.



Perché l’elemento acqua riveste un ruolo così importante?
L'acqua calda è un elemento facilitatore e amplificatore. L’ambiente per i gruppi Emerge® è quello della piscina, preferibilmente termale, alla temperatura di 34/36° gradi, che si avvicina a quella corporea.
Sono vari i fattori che rendono l’ambiente acquatico ideale per realizzare le tecniche Emerge®:
- il peso del corpo è sostenuto dall'acqua, perciò le tensioni dei muscoli e delle articolazioni si allentano più facilmente, ci si può rilassare e abbandonare;
- entrare nel respiro fluido, libero e naturale è più rapido;
- vi è una maggiore apertura delle sensazioni corporee, perché il corpo è continuamente accarezzato e sollecitato dall’acqua e dal suo calore, le percezioni si amplificano;
- ci si sente protetti e cullati (per esempio, quando si sta sdraiati, in galleggiamento, il corpo è totalmente avvolto dall’acqua e immerso nel silenzio).
È l'ambiente ideale per un lavoro regressivo: la permanenza ripetuta in acqua, la respirazione consapevole profonda che ad essa si accompagna, portano velocemente a contattare sensazioni, ricordi, emozioni e immagini legati ai primi mesi di vita o ancor prima alla permanenza nel grembo materno.
Tutti gli elementi descritti sopra (il silenzio, la protezione, il calore, l’allentamento muscolare, il galleggiamento), infatti, ripropongono uno spazio che è molto simile alla vita intra-uterina.
Infine, in acqua calda ogni membro del gruppo si sente molto più connesso agli altri, emotivamente e spiritualmente; questo crea un clima di contenimento e fiducia che permette a ognuno di prepararsi all’esperienza di rinascere dall’acqua sentendosi protetto e sereno.



Ci può raccontare in sintesi cosa sono i tre livelli (corporeo, emotivo e spirituale) e come il collegamento tra essi influenza la nostra vita?
Il percorso di crescita e guarigione del metodo Emerge® lavora su questi piani differenti della manifestazione umana e sulla loro integrazione, il movimento circolare, secondo la definizione dell’autrice. Questa circolarità, questa osmosi, porta a contattare strati sempre più profondi di Sé, dalla superficie al centro.
Il fatto che si parli di livelli non vuol dire che vi sia una gerarchia, perché non ce n’è uno più alto o importante degli altri, né uno diviso dall'altro. Nel disagio, nel male di vivere, c'è sempre una perdita di collegamento tra questi livelli; sollecitare il movimento circolare porta invece a recuperare il benessere (mente-corpo-spirito).
La suddivisione ci serve solo a spiegare meglio certi aspetti del lavoro con Emerge®.
Il livello corporeo, molto spesso trascurato in altri percorsi di crescita personale, coinvolge qualsiasi aspetto della nostra vita: il piacere, la sensualità, il potersi esprimere ed espandere, richiedono una piena connessione con le sensazioni del proprio corpo. La corporeità è il canale principale che un bambino nei primi anni di vita utilizza per fare esperienza e per comunicare le proprie emozioni.
Il livello mentale ed emotivo è quello su cui si lavora per sciogliere i blocchi emozionali e far riemergere le memorie emozionali. Anche questo livello è inevitabilmente connesso all'apertura delle sensazioni che si realizza al livello corporeo.
Il livello spirituale è quello del silenzio, della contemplazione di sé in unione con l'esistenza tutta, per arrivare ad agire senza essere portati fuori da noi stessi, dal nostro centro. A questo livello non c' è separazione tra ciò che voglio essere e ciò che sono, e la meditazione non è più una tecnica, ma uno stato dell'essere.
Ogni livello si integra e interagisce con l'altro; non si può lavorare su un livello senza toccarne un altro; più si va in profondità in uno, più si dà l'impulso agli altri per un ulteriore movimento.
Nei corsi Emerge®, in ogni attività proposta, viene dato il giusto tempo e spazio a ogni livello, sollecitando il movimento circolare.



Altra parola che si ripete spesso nel testo è “perdono”. Perché è così importante perdonare e perdonarsi?
Il perdono, nel metodo Emerge®, non è un concetto legato alla religione, non è un atto di bontà o di altruismo, e non va associato alla dinamica colpa-condanna.
Perdonare è una forma di Amore verso se stessi. È un atto privato, che non ci è stato richiesto e che può riguardare anche persone che non sono più in vita, perché perdonare è solo per noi e per nessun altro.
Il percorso che porta al perdono non può prescindere dal liberarsi delle emozioni distruttive che inaspriscono l’anima e che fanno ammalare il corpo, con la consapevolezza che il passato non può cambiare.
Fondamentale in questo viaggio è collegarsi con lo Spazio del Cuore, lo spazio dell'accoglienza e della compassione, per riuscire a guardare la nostra sofferenza e riuscire a sanare le ferite, quelle ferite che appartengono al nostro bambino interiore. Grazie a questo passaggio non saremo più ancorati al problema e legati alle persone che ci hanno fatto male.
Un ulteriore passo è perdonare se stessi: più difficile, ma essenziale per migliorare le relazioni con le persone per noi importanti. Quando il risentimento è diretto interiormente, ci fa isolare dai nostri cari, o ci fa proiettare su di loro i nostri sentimenti negativi.
Il senso di colpa e la vergogna che ci opprimono ci provocano dolore oppure ci conducono a uno pseudo-perdono, in cui semplicemente ci si scusa per il proprio comportamento, ma senza l'accettazione di sé e la volontà di cambiare.
È necessaria una presa di responsabilità, smettere di giustificare i propri comportamenti e cercare di comprendere perché ci si sente in colpa (l’autocondanna ci tiene solo bloccati nel passato e ci logora). Dalla comprensione si potrà poi passare all'accettazione.
È un grande lavoro di autoesplorazione, che nel metodo Emerge® si realizza grazie ai 3 Passi della Consapevolezza e i 4 Passi della Trasformazione (descritti nel libro).
Il perdono ci permette di fare la differenza nella nostra vita e in quella delle persone intorno a noi. Ci aiuta a rimuovere quei blocchi che giacciono nel profondo del nostro inconscio, gli stessi blocchi che ci impediscono di creare la vita che abbiamo sempre sognato e di accogliere tutto l'amore che meritiamo.


Che cosa è Amrita per lei?
È una delle case editrici che maggiormente in Italia si occupa di spiritualità e di crescita personale, dando così un contributo per aumentare la “consapevolezza” delle persone. È poi la realtà editoriale che, con le sue pubblicazioni, ha divulgato in Italia il pensiero di Lise Bourbeau e Claudia Rainville, che rappresentano alcuni dei riferimenti per il lavoro di Alessandra Pacifici e lo sviluppo di Emerge®.