Abbiamo incontrato l'autrice del nuovo libro di Amrita dedicato alla lettura del volto. In questa intervista ripercorriamo con lei le principali applicazioni delle discipline storicamente alla base di questa pratica, la fisiognomica e la morfopsicologia, e ci interroghiamo sui misteri nascosti dalla mappa più diffusa al mondo: quella dei nostri volti.

Mentre aspetto di chiamare Antonella Marangoni sono emozionato. In passato ho potuto studiare la morfopsicologia, e mia madre, negli anni '70, ha scritto un libro sulla fisiognomica. Trovarmi ad intervistare l'autrice di un libro su queste tematiche, quindi, mi risveglia antiche domande.
Com'è possibile che un volto rispecchi il carattere di una persona? Come mai spesso diciamo “quello ha una faccia da criminale”? E in effetti, in alcuni casi, egli si rivela davvero un criminale? Nel cosiddetto “amore a prima vista”, che ruolo inconscio ricopre l'analisi morfologica del viso (che ci restituisce molti dei tratti dominanti della personalità del potenziale partner)? E ancora: quali implicazioni potrebbe avere questa disciplina nella scelta dei collaboratori sul lavoro? E in che modo evitare i rischi di approcci deterministici?
Finalmente parte la chiamata skype e Antonella mi accoglie in videoconferenza esclamando "Bello questo incontro faccia a faccia”! Ok, l'intervista ha inizio e non possiamo che partire dal titolo del libro.

volto 1Antonella, il tuo libro si intitola “Faccia a faccia: cosa dice di noi il nostro volto”.
E allora te lo chiedo: cosa dice?

Può dire e dice tantissime cose. È la nostra “cartina umana”, che ci portiamo in giro per il mondo e che esprime tutte le nostre sensazioni, tutte le nostre emozioni. Tutto quello che noi viviamo viene impresso sul nostro volto.

Come si può scoprire qualcosa su una persona partendo dal volto?
Tutti noi siamo lettori di visi, consapevoli o meno. Ogni mattina, quando ci guardiamo allo specchio o quando incontriamo qualcuno, leggiamo qualcosa nelle facce. Utilizziamo questo canale in modo naturale, quasi scontato. Esistono discipline (anche antiche) che hanno approfondito questi approcci intuitivi, li hanno analizzati e schematizzati, estraendo delle costanti. È quindi emerso che ogni interazione con l’ambiente, ogni esperienza vissuta, ogni incontro, è dentro di noi, ci appartiene e si manifesta attraverso il nostro viso, che è in continua mutazione. La mappa che il nostro volto offre, quindi, è variabile così come la nostra esistenza.

Il viso ci dice se una persona è pericolosa? Non rischiamo di “suggestionarci” ed essere prevenuti? Proprio come faceva Lombroso, che era arrivato a suggerire di incarcerare le persone prima che commettessero un crimine...
Lombroso è vissuto diversi secoli fa e ha utilizzato un approccio deterministico che è completamente diverso da quello attuale. Lui non contestualizzava in modo olisitico e complesso i singoli elementi del volto. In realtà, la lettura del volto non è e non deve mai essere uno strumento giudicante. Per questo nel mio libro non parlo mai di bellezza né tantomeno di bontà, ma di equilibrio e armonia.
Con l'analisi del viso, quindi, possiamo cogliere eventuali disarmonie generalmente dovute ad esperienze del passato. Ma non ci si ferma mai al dettaglio. Il viso va visto nel suo complesso e nel suo contesto.

faccia a facciaTorniamo al tuo libro. Ce lo presenteresti?
Il libro cerca di riassumere, perlomeno per sommi capi, la mia esperienza con le facce. Come svelo alla fine, la stesura di questo testo ha accompagnato la mia stessa vita e solo al termine della sua scrittura ho compreso perché in passato mi ero appassionata così tanto a questo argomento. Ovviamente non posso svelarlo qui. Lo lascio scoprire ai lettori! C’è un senso molto profondo, che ha a che fare con il mio passato.

Ma di cosa parla?
Parla di facce. In parte manuale, in parte autobiografia, restituisce la mia esperienza e quello che ho imparato dalle interazioni con le persone. E ovviamente è ricco di immagini che aiutano a comprendere quanto viene descritto.

Qual è la differenza tra la fisiognomica e la morfopsicologia?
La differenza è abbastanza sostanziale. La fisiognomica è antichissima e studia i lineamenti del volto per capire i temperamenti degli individui; la morfopsicologia nasce invece molto più recentemente dal lavoro di Louis Corman, che, riprendendo in mano i concetti della fisiognomica, la trasforma in una disciplina contemporanea dove non ci si sofferma più di tanto sul dettaglio, ma si prendono in considerazione un insieme di leggi e applicazioni che “incidono” sul viso e sul vissuto di una persona.
Ovviamente la morfopsicologia non sarebbe esistita senza la fisiognomica, ma, a differenza di quest'ultima, pone l'accento sulla mutazione, sulla dinamicità del volto. Il viso, infatti, muta nel tempo. Ciò che vale in un determinato momento non vale più il momento successivo.
Studiare questi elementi significa analizzare le nostre forme e prenderci la responsabilità di ciò che siamo.


volto2Cosa avviene quando una persona decide di alterare chirurgicamente il proprio volto?
Dal mio punto di vista, se qualcuno non è a proprio agio con le proprie forme, ha ovviamente il diritto di modificarle. Aggiungo solo che forse potrebbe essere importante capire perché si vogliano modificare queste forme. Cosa rappresenta quel dettaglio che vogliamo alterare? Lo studio del volto può aiutarci a comprendere “cosa ci sia dietro”.
Per fare un esempio noto a tutti: quando andiamo in macchina e si accende una spia, non spacchiamo o sostituiamo la spia, ma cerchiamo di capire cosa ci sta segnalando. In alcuni casi, andare a vedere cosa si nasconde dietro un'insoddisfazione estetica potrebbe aiutrci a sciogliere dei nodi e, magari, anche ad accettare quell'apparente difetto.

Cosa fai quando analizzi un volto modificato chirurgicamente? Analizzi il presente o cerchi di comprendere com'era prima?
Una corretta analisi di un viso passa sempre da un percorso fotografico. Spesso si parte dall'infanzia per arrivare al presente. Emergono così i diversi passaggi che hanno portato all'autocostruzione di un volto. Certo, un volto al naturale rimanda a determinate emozioni, ed è più facile da leggere. Un volto modificato plasticamente ti fa capire dov'è la persona, cosa vuole restituire come schema corporeo e come “immagine”.

volto3Questi studi possono aiutare qualcuno a trovare il o la partner?
Per quello sono rimasta single per tanto tempo! Scherzi a parte, se abbiamo delle aspettative sul partner ideale (e tutti noi le abbiamo...), comprendere quali caratteristiche del viso rappresentano determinati aspetti del carattere e della personalità può aiutarci a comprendere che tipo di partner cercare... o quale evitare!
Faccio un esempio pratico. Nell'analisi del volto, questo va diviso in tre parti: quella superiore rappresenta il piano cerebrale, quella centrale il piano affettivo e quella inferiore il piano istintuale. In base ai nostri “desideri”, possiamo cercare una persona che abbia sviluppato maggiormente uno di questi piani.

Perché qualcuno dovrebbe leggere questo libro?
Per curiosità, in primo luogo. Non tutti conoscono la materia; è un viaggio leggero alla portata di tutti. E poi per iniziare o completare le conoscenze sotto quest’aspetto e per conoscere noi stessi.

Cosa è Amrita per te?
Una grandissima soddisfazione. Sono una lettrice accanita, e ho tantissimi libri di Amrita. Un libro che adoro è quello di Paul Ekman sulle espressioni del volto; un altro quello di Michèle Caffin sui denti. Amrita pubblica libri di questo genere e nel vedere accanto ad essi anche il mio, provo molta gratitudine e una grande soddisfazione.