L'AMORE SI PUÒ DIVIDERE?



Tante volte ho sentito la domanda: ma, se nasce un secondo figlio, si deve dividere l’amore che si prova per il primo? Si possono amare entrambi allo stesso modo? Ci sarà un preferito? E chi?
Mi sono sempre sembrate domande strane, lecite (soprattutto se poste da una donna alla seconda gravidanza e con l’ormone impazzito), ma comunque stravaganti. Io credo che l’amore non si divida mai, al massimo si può amare di più, perché si ha qualcuno in più da amare.

Permettetemi però, prima di spiegarvi il mio punto di vista, di raccontarvi un aneddoto di quando ero all’università. A quei tempi vivevo in uno studentato e a redimere il caos che noi ragazzi riuscivamo a fare c’era un team di signore che si occupavano della pulizia degli appartamenti. Mi ricordo in particolare di una signora giovane, sui trent’anni, che ci aveva preso particolarmente a cuore, e dunque oltre a svolgere le sue mansioni ogni tanto si fermava a lavarci i piatti o sistemare il nostro appartamento un po’ di più di quanto le fosse richiesto. Era diventata una persona “di casa”, era cortese e gentile. Ogni tanto, al risveglio, la trovavo in cucina e così mettevo su un caffè che poi bevevamo insieme facendo due chiacchiere. Comunque, una mattina le chiesi di parlarmi un po’ di lei, e mi disse che era sposata e che aveva un figlio di pochi anni, e subito dopo a ruota libera cominciò a parlarmi di lui… Le brillavano gli occhi. Probabilmente la guardai un po’ stupita, forse perché non mi aspettavo un monologo del genere; ad ogni modo nel mio sguardo doveva esserci un grande punto interrogativo perché senza che io le chiedessi nulla aggiunse: “Vedrai, se un giorno avrai un figlio amerai in un modo così intenso come non avrai mai provato prima”.
A quei tempi ero da poco fidanzata, le farfalle giocavano ad “acchiapparella” nel mio stomaco e cominciavo ad esplorare le meraviglie del vero grande amore (continuando a baciare lo stesso “rospo” che poi ho sposato). Insomma ero convintissima di provare la più grande forma di amore possibile e immaginabile, quindi risposi che secondo me non era possibile, o che a me non sarebbe potuto capitare perché non avrei mai potuto amare nessuno più della “mia dolce metà”, che quindi non sarebbe mai finita al secondo posto! Lei sorrise e ridacchiando mi rispose: “Come vorrei vederti tra vent’anni!” Finimmo il caffè, con lei divertita e io contrariata (perché ero e sono tuttora molto permalosa).

Be', oggi posso dirvi che sono stata fortunata a non scommettere nulla… perché avrei perso alla grande. Un figlio si ama in un modo unico, credo sia la più pura forma di “amore incondizionato”. Non si può “scegliere” di amarlo, è insito in noi e lo si amerà qualsiasi persona diventi e qualsiasi cosa faccia.
Questo non vuol dire che non ami mio marito, anzi, ma è un amore diverso: l’amore con un partner si cerca, si crea, si coltiva, si evolve, sempre; mentre l’altro semplicemente sguscia fuori dalla nostra anima e si piazza lì nel centro del nostro petto con un'irruenza indescrivibile, e lì rimane, punto.

Mi rendo conto che mi sono allontanata un po’ dal tema originario della “divisione dell’amore tra fratelli”, ma ecco dove volevo arrivare: così come non si divide l’amore per il partner con quello per il primo figlio, non si può dividere quello per più figli, perché l’amore stesso non si divide, semplicemente ne nasce un “pezzo” nuovo che troverà il suo posto nella nostra stratificazione di sentimenti. La pelle di noi mamme/cipolle è in grado di contenere tutti gli strati che desideriamo: siate ottimiste e pronte ad ingrandire la vostra persona.

Marta Vismara