GLI ANIMALI: GUARDIANI DEL GIARDINO E MAESTRI SILENZIOSI


Gli animali ci parlano: ce lo spiega la Cabalà. Ne parliamo con Daniela Abravanel, studiosa e profonda conoscitrice della cultura ebraica. Nel suo nuovo libro ci racconta come la cultura ebraica avesse in origine un profondo legame con la Natura. Daniela, inoltre, ci mostra come sia possibile leggere una vasta gamma di insegnamenti e di messaggi nelle relazioni quotidiane con i nostri animali, che - in quest’ottica - diventano dei veri e propri maestri.



DANIELA, DI COSA TRATTA IL TUO NUOVO LIBRO?
Tratta di un aspetto di cui si è parlato troppo poco negli ultimi secoli di storia dell’ebraismo: il rapporto tra l’essere umano e la Natura. Contrariamente a quanto si pensa, è un tema fondamentale nella tradizione ebraica. L’uomo, d'altronde, è stato costruito dall’essenza degli animali.
In questo libro racconto il mio percorso di studi e ricerche, che mi ha portata ad approfondire sia il tema dell’ebraismo all’interno di altre tradizioni sia il ruolo degli animali come maestri, compagni, canali per l’incontro con la divinità.

COME MAI A UN CERTO PUNTO HAI DECISO DI SCRIVERE QUESTO LIBRO?
Ho sempre avuto un rapporto molto stretto con gli animali e li considero come dei maestri. La tradizione ebraica, come quella sciamanica, conosce bene la funzione di canale che hanno gli animali. Tutti i grandi maestri raccontati dalla storia parlavano con gli animali. Ho voluto dare voce a questa parte di ebraismo che per anni è rimasta assopita e nascosta. Secoli di persecuzioni hanno spinto il popolo ebraico a rendere sempre meno visibile il suo profondo legame con la Natura, sino a perdere contatto con essa. I rabbini sono stati costretti a fare molta attenzione affinché l'ebraismo non venisse associato a nessuna forma di sciamanesimo, ma, in realtà, hanno moltissimi punti in comune! L’ebraismo, quello europeo più di quello americano, è sempre più chiuso e nascosto. Ovviamente le conseguenze dell’antisemitismo sono ancora molto forti.

UNA COSA CHE MI HA COLPITO MOLTO LEGGENDO IL TUO LIBRO È CHE MOLTE RELIGIONI, NON SOLO L'EBRAISMO, OGGI TENDONO A METTERE GLI ANIMALI IN SECONDO PIANO RISPETTO ALL'UOMO. ADDIRITTURA ALCUNE PREVEDONO IL LORO SACRIFICIO, O DISSANGUAMENTO... E COSÌ VIA. COME MAI ABBIAMO PERSO IL CONTATTO CON GLI ANIMALI?
Penso che le ragioni siano molteplici: una delle principali, per quanto riguarda ad esempio l’ebraismo, è il distacco dalla Shekhinah, ovvero dalla presenza femminile divina. Essa aveva la capacità di entrare in contatto con il popolo ebraico e con il mondo intero attraverso il canto degli uccelli, la gioia di un cibo veramente prelibato, o aspetti quasi tantrici (alcuni rabbini avevano un rapporto sessuale con le loro mogli quasi iniziatico, dal momento che facevano l’amore due volte al mese, il sabato, come esperienza di purificazione del femminile e del maschile sacri).
Questa mancanza, dunque, di Dio nella Natura ha portato a un allontanamento totale da essa. L’uomo, con il passare dei secoli, si è autoconcesso di danneggiare, maltrattare e desacralizzare la Natura e gli animali. Io interpreto la Bibbia anche come narrazione del libero arbitrio. Grazie ad esso gli umani hanno la possibilità di scegliere tra due diversi scenari: nel primo gli uomini sono tiranni, imperano sulla Natura; nel secondo ne sono i custodi. Uno dei comandamenti più importanti dell’ebraismo, il Mitzvah, è il tzàar bàalei haim, che proibisce di provocare sofferenza agli animali (o, letteralmente, a coloro che posseggono vita). Quello che succede oggi all’interno dei macelli vanella direzione opposta.


QUANDO AFFRONTI QUESTI ARGOMENTI CON PERSONE DALLA RELIGIOSITÀ MOLTO TRADIZIONALE,
COME REAGISCONO?

Esiste nel mondo religioso ebraico una grande scissione: alcuni rabbini mi danno ragione, altri rifiutano. Tra i primi c’è un rabbino che personalmente amo più di tutti, che è Roberto Della Rocca, il quale mi ha confidato di sentirsi sconvolto da ciò che avviene all’interno dei macelli. Lui, come altri, pensano che le nuove generazioni stiano vivendo una crisi spirituale: un fenomeno entropico davvero pesante. Ad oggi, infatti, si trovano nell’ebraismo alcuni tratti del cristianesimo, che l’ebraismo tradizionale ha sempre criticato in maniera forte in passato. Un esempio ne è la vendita delle indulgenze, che sino a poco tempo fa non esisteva nell’ebraismo: eppure, nel giorno del perdono, gli ebrei più benestanti si recano a fare la loro offerta, chiedendo perdono ed indulgenza, con grandi quantità di denaro, come 10 mila euro. I presenti, pur guardandoli incantati, sanno bene che in molti casi si tratta delle stesse persone che sino al giorno prima hanno trattato male moglie, figli e dipendenti senza alcune remore.
L’ebraismo è sempre stata una religione autentica e secondo me ne è la conferma il rapporto che aveva con le donne. Al giorno d’oggi assistiamo a una vera emergenza di valori religiosi legati alla donna, al corpo, al pianeta e alla Natura. Nel processo di cambiamento l’integrazione tra il maschile e il femminile avrà un ruolo fondamentale: quando la nostra parte femminile avrà integrato quella maschile e, viceversa, quando la parte razionale si sarà riconnessa al cuore, potremo ridurre quelle che la tradizione ebraica orale chiama le doglie del Messia.

NEL MIO IMMAGINARIO LA CABALÀ NON ERA ASSOCIATA ALLA NATURA, AGLI ANIMALI E ALLO SCIAMANESIMO. OLTRE ALL'INTEGRAZIONE TRA FEMMINILE E MASCHILE È NECESSARIA ANCHE UN'INTEGRAZIONE FRA APPROCCI DIVERSI COME, AD ESEMPIO, L'EBRAISMO E LO SCIAMANESIMO?
Sto lavorando proprio in questa direzione: il mio prossimo libro, a cui mi sto dedicando, parla di connessioni tra Taoismo, Cabalà e Sciamanesimo. Ho studiato inoltre anche la Medicina Cinese, Jung e gli archetipi. Sento che ci sono collegamenti profondi tra questi approcci apparentemente diversi. Non vedere queste connessioni mina profondamente il potere di qualsiasi religione.

ALCUNI PENSANO CHE SOFFERMARSI A RIFLETTERE SULLE SOFFERENZE DEGLI ANIMALI NON SIA PRIORITARIO, ESSENDOCI MOLTI UMANI CHE VIVONO IN UNA SITUAZIONE DI GUERRA, CARESTIA E SOFFERENZA. COSA NE PENSI?
Le ricerche stanno dimostrando che continuare a cibarsi di tanti animali fa male alla nostra salute, facilitando persino l’insorgenza di tumori (vi consiglio il libro del dott. Berrino Prevenire i tumori mangiando con gusto). Inoltre, invito a pensare alla salute del pianeta. Vivo in una bellissima isola che aveva i più bei coralli dopo quelli australiani; in questi ultimi anni ne sono morti il 70%. La causa è una pessima politica ambientale, e le normative che regolano gli allevamenti, intensivi e non, ne sono una prova. Dovete sapere che tutte le sostanza chimiche che utilizzano in questi allevamenti finiscono prima o poi in mare: è fondamentale informarsi! Ad oggi lo scenario dei leader politici è disarmante. Nella tradizione ebraica si dice che il Messia arriverà quando non ci si fiderà più di nessuno. Il problema è che ognuno riconosce il Messia in una singola persona, mentre il Messia può essere anche un movimento di anime che aspirano a liberare il pianeta dall’illusione che la materia sia tutto. Con lo sviluppo della scienza ci avviciniamo a comprendere che anche la materia è spirito. Dunque credo che riflettere sulle sofferenze degli animali, non escluda la sfera umana, anzi… le due cose sono strettamente legate.

CHE RUOLO HA IL FEMMINILE IN TUTTO CIÒ?
L’abuso delle donne in ogni parte del mondo, la corruzione, fanno parte di uno stesso quadro descritto dalla Cabalà come l’abuso della Shekinà, ovvero la madre divina.
Moltissimi nuovi movimenti di ritorno al culto della Dea, in America ma anche sempre più in Italia, hanno un’origine molto onorata. Esistono, però, anche altri aspetti meno cristallini come per esempio una certa deriva del femminismo, che è partito certamente col piede giusto ma si è trasformato con il tempo, producendo donne-uomini d’affari, in cui lo yang ha prevalso sullo yin.
Anche lo yin può essere squilibrato, come quando si crede che femminismo significhi amore per una sola specie umana, quella femminile. Anche in questo caso ritengo ci sia una forzatura. Il ruolo delle donne è fondamentale. La prima redenzione dalla schiavitù d’Egitto, secondo la tradizione cabalistica, apparve grazie alle donne illuminate, come la mamma di Mosè, la sorella, le levatrici. Così sarà per il futuro.
Una cosa molto grave nella religione ebraica è che nelle comunità ortodosse venga impedito alla donna di pregare a voce alta in sinagoga, mentre nel tempio di Gerusalemme in passato esse cantavano e danzavano: le donne erano coloro che esprimevano tutte le aspirazioni e le emozioni della comunità.
Vi racconto un simpatico aneddoto: invitai al mio matrimonio, anni fa, un grande maestro rabbino di Torino, che era Emanuele Artom. Sapendo che solitamente facevano molta attenzione a non sedersi mai di fianco a una donna, nell’invitarlo gli assicurai che ci sarebbero stati tavoli separati. Lui mi rispose: “Se è necessario dividere gli uomini dalle donne, allora io al matrimonio non vengo”.

QUANDO SI PARLA DI VEGANESIMO SPESSO VEDO EMERGERE EMOZIONI DI RABBIA, SIA NEI VEGANI CHE IN PERSONE NON VEGANE. SECONDO TE, COSA MUOVE QUEST'ENERGIA DA ENTRAMBE LE PARTI?
Credo che i vegani siano tendenzialmente “fanatici” perché hanno ragione. Io non faccio parte del movimento vegano (a differenza di mio figlio); nonostante questo, ogni volta che nei ristoranti vedo clienti mangiare aragoste ancora vive mi fa star male: posso comprendere, quindi, cosa provino i vegani che hanno una sensibilità maggiore della mia. Non c’è scritto da nessuna parte che ci dobbiamo nutrire di animali. Mio figlio quando va a fare la spesa al supermercato, se si lascia andare a uno stato più interiore, piange davanti al reparto macelleria. Senza dubbio, però, l’isterismo non serve a nulla.
Esiste un movimento, che personalmente stimo tantissimo, di vegani che mostrano video e immagini di come gli animali vengano trattati negli allevamenti intensivi. Informano, ma senza ricercare attivamente il pubblico: chi è interessato al tema si avvicina e può informarsi. Funziona. Ogniqualvolta ci sono in giro per le città questi cubi informativi, diverse persone decidono di diventare vegane o comunque di ridurre in modo considerevole il consumo di carne. Il motivo per cui, secondo me, le persone non vegane nutrono rabbia nei confronti dei vegani è perché un po' tutti noi abbiamo la coda di paglia. Credo che l'importante sia di tornare a porci domande e non a dare risposte.
Nella tradizione ebraica si dice che un elemento fondamentale è la giustizia e quando essa manca o vacilla si creano increspature ai piani più alti.

PERCHÉ QUALCUNO DOVREBBE LEGGERE IL TUO LIBRO?
Credo che sia nella tradizione cristiana sia in quella ebraica ci sia un grosso buco rispetto al rapporto tra uomo e Natura: bisognerebbe quindi ricucire la connessione tra questi due mondi. Come diceva Jung, l’inconscio collettivo ha bisogno di preghiere, simboli, riti.
Finché non si vanno a recuperare i significati più veri e profondi per la salute dell’uomo è molto difficile rimanere connessi a noi stessi e alla Natura. In questo percorso di connessione gli animali sono i nostri fedeli compagni di strada.
Riuscire a ripristinare questo fondamentale rapporto con la Natura fornisce alle persone la possibilità di essere più complete. Come dice Jung, più tagli parti di te stesso, più sei povero e ciò che diventa grande è il tuo ego. Il linguaggio di questi archetipi è universale, non è solo ebraico.

COS'È AMRITA PER TE?
Amrita è una luce di coraggio in un mondo di editoria molto spesso interessato che si muove per il solo interesse economico. Ammiro in Amrita il desiderio di andare oltre le singole tradizioni: ho visto affrontare temi, legati a sciamanesimo, buddismo, ebraismo. Mi piace questa apertura!