Cosa sappiamo della cultura Inca? Come si relaziona con il mondo contemporaneo?
E in che modo le tradizioni antiche possono esserci utili?
Ne abbiamo parlato con Elizabeth B. Jenkins, autrice del libro Inca: il quarto livello di consapevolezza edito da Amrita Edizioni.
Elizabeth, durante un viaggio in Perù, alla fine degli anni ‘80, scoprì la cultura dei Q’ero. A seguito di questo incontro decise di abbandonare il mondo occidentale per entrare a far parte della realtà Q’ero e studiarla da vicino. Elizabeth è stata l’unica donna a ricevere gli insegnamenti tradizionali direttamente da un sacerdote andino. In questa intervista ci racconta del sapere assorbito durante la sua straordinaria esperienza.



ELIZABETH, PARTIAMO DAL TUO LIBRO Inca: il quarto livello di consapevolezza. DI COSA PARLA?
Il libro parla sostanzialmente dei miei trent’anni vissuti con la cultura e gli insegnamenti tradizionali Inca. Le pratiche tradizionali di questo popolo del Perù tramandano la saggezza della Natura e descrivono come essa e noi, esseri umani, siamo stati “progettati” per collaborare. Queste pratiche tradizionali sono state portate all’apice dal popolo Inca, ma ad oggi sono conservate da quello peruviano dei Q’ero che ho avuto il privilegio di conoscere da vicino.

QUAL È STATA LA SODDISFAZIONE PIÙ GRANDE CHE HAI PROVATO NELLO SCRIVERE E PUBBLICARE QUESTO LIBRO?
Credo che la soddisfazione più grande sia stata riuscire a tradurre la visione di una parte di mondo per renderla comprensibile a tutti: in queste pagine, infatti, parlo di un mondo molto diverso da quello che è conosciuto in occidente, ma che allo stesso tempo è collegato a noi. Se ci pensiamo, ogni essere umano è connesso alla Natura, in un modo o nell’altro. Ad esempio, quando respiriamo: inspiriamo ossigeno dagli alberi ed espiriamo anidride carbonica. Senza questo scambio non ci sarebbe vita. È alla base di tutto.

QUAL È STATA, INVECE, LA DIFFICOLTÀ PIÙ GRANDE?
All’inizio non ero sicura di essere in grado di raccontare una tradizione così importante. È difficile renderle giustizia, dunque credo che la mia più grande soddisfazione coincida con la mia più grande difficoltà: ovvero tradurre in modo accurato la bellezza e la magia di questa tradizione e trasmetterla correttamente. Desidero che le persone possano assaporare, ricevere e sperimentare in prima persona ciò di cui parlo e trarne tutti i benefici possibili.


COME È NATA L'IDEA DEL LIBRO? 
Il libro Inca: il quarto livello di consapevolezza vuole descrivere il mio percorso. Ho scoperto che molte persone pensano che le esperienze di cui parlo siano esotiche e strane. In realtà è molto meno strano di quanto si pensi. Alla fine si tratta di concetti elementari di fisica: tutto è composto di energia e per questo noi siamo in grado di relazionarci e parlare con qualsiasi forma vivente, sia essa un albero, un fiume o una montagna.
Se riflettiamo attentamente ci rendiamo conto che ognuno di noi, prima o dopo, ha vissuto “esperienze anomale” come, ad esempio, quella di ricevere una telefonata e di sapere chi fosse prima ancora di rispondere. Siamo tutti in grado di attingere alle nostre capacità intuitive, o a quella che io chiamo “la nostra capacità di percepire attraverso la bolla di energia vivente”.
La Natura produce abbondanza di ossigeno e, secondo gli Inca, dona anche energia vitale, che è fondamentale per sopravvivere e star bene a livello biologico, psicologico, emotivo, energetico e fisico. Ebbene sì, è tutta una questione di energia vivente!

HAI CREATO ANCHE UNA FONDAZIONE, GIUSTO?
Esatto. Ho creato nel ’96 la Wiraqocha Foundation, una fondazione no profit, con la quale sosteniamo i bambini Inca. Negli ultimi quindici anni abbiamo raccolto fondi per permettere ad alcuni di loro di frequentare una scuola a Cusco, sostenendo così la loro istruzione e aiutandoli nel loro villaggio di origine. Questo è uno degli aspetti più soddisfacenti del mio scrivere libri e fare il lavoro che faccio: restituire qualcosa a queste comunità che tanto hanno donato.

HAI QUALCHE NUOVO PROGETTO IN CANTIERE?
Al momento sto lavorando ad un progetto cinematografico. Sono stata contattata da un’attrice che vorrebbe girare un film sulla mia vita. Lei vorrebbe raccontare la storia del mio incontro con la tradizione Inca per mostrare come un'esperienza personale, come quella da me vissuta, possa essere reale e non solo oggetto di un film di fantascienza.


COSA PENSI DI QUESTO MOMENTO STORICO?
Credo che il periodo storico che stiamo vivendo sia critico e per certi versi molto violento.
Stiamo assistendo ad un ritorno del razzismo e della paura di chi è diverso: percepiamo intorno a noi, e in noi, moltissima paura. Essa viene considerata, dalla tradizione Inca, un aspetto dell’adolescenza spirituale dell’umanità. Penso dunque che l’umanità si trovi in un momento particolarmente delicato e che stia cercando il modo per riuscire a superarlo. Credo che sia fondamentale per prima cosa imparare a gestire le nostre paure, le nostre ombre interiori. Solo così possiamo riuscire a fare pace con noi stessi, e successivamente, l’uno con l’altro, evitando così di distruggerci reciprocamente.
Credo che un buon punto di partenza consista nell’accettare l’importanza del ruolo femminile. Come la tradizione spirituale degli Inca, di matrice femminile, crede nel potere di Madre Natura e la riconosce come guida, allo stesso modo, possiamo imparare ad accogliere anche noi l’energia femminile, per aprire finalmente la via verso un nuovo tipo di società. Ritroviamo il contatto con la Natura! Per quanto ancora potremo continuare a distruggere l’ambiente? Stiamo rendendo il nostro mondo inospitale per noi stessi, i nostri figli e i figli dei nostri figli. Non possiamo continuare con questo egoismo! Ognuno di noi può fare la differenza: se ci sentiamo personalmente, emotivamente e spiritualmente connessi alla Natura, avremo maggiori possibilità di prenderci cura del mondo. La tradizione Inca ci offre tutti gli strumenti e i sistemi per sviluppare un sistema ideologico più maturo e sostenibile, collaborando con la Natura, per migliorare la nostra vita.