Ricard, Matthieu

Non ci sono prodotti in questa categoria.
Matthieu Ricard nacque nel dipartimento della Savoia da Jean-François Revel, filosofo, scrittore, giornalista e membro dell'Académie française, e Yahne Le Tourmelin, pittrice. Trasferitosi a Parigi, crebbe in molti circoli intellettuali in cui conobbe Luis Buñuel, Igor Stravinsky e Henri Cartier-Bresson.

Si è laureato nel 1972 in genetica delle cellule all'Institut Pasteur, sotto la supervisione di François Jacob, e subito dopo è partito per l'Himalaya allo scopo di apprendere l'insegnamento dei lama tibetani. Nel 1978 ricevette l'ordinazione monastica, e per i successivi tredici anni è stato l'attendente di Dilgo Khyentse Rinpoce, famoso per essere stato maestro del XIV Dalai Lama, di cui lo stesso Ricard fu nominato interprete francese nel 1989. Attualmente è uno dei khenpo del monastero di Shechen, in Nepal.

Oltre agli studi di Dharma, si dedica molto alla fotografia, riprendendo i lama, i monasteri, l'arte, e i paesaggi di Tibet, Bhutan e Nepal, dove trascorre ogni anno molti mesi. Celebre meditatore, in quarant'anni Ricard ha accumulato più di quarantamila ore di meditazione. Sua altra occupazione è la traduzione e la pubblicazione dei testi sacri buddhisti, oltre la preservazione della cultura del Tibet, che lo vede impegnato in decine di progetti umanitari in Tibet, Nepal, e India. Tra le iniziative portate a termine si contano dodici scuole in Tibet e tre in Nepal, quattordici cliniche e dispensari in Nepal, India e Tibet, centomila servizi medici annuali, otto ponti in Tibet, tra i quali figurano tre grandi ponti sospesi, e tre case per anziani.

La sua opera umanitaria a favore della sopravvivenza della cultura tibetana gli valse la nomina a Cavaliere dell'Ordine Nazionale del Merito dal Presidente François Mitterrand. Autore di vari saggi, con cui promuove la continuità del dialogo tra Oriente e Occidente, è solito a cedere la totalità dei diritti d'autore ai suoi progetti umanitari.

In anni recenti è stato studiato dagli scienziati dell'Università del Wisconsin, i quali si sono avvalsi di duecentocinquantasei sensori sul suo cranio, disposto in un toner funzionale di risonanza magnetica. I risultati avrebbero mostrato un livello elevato di attività mai registrato prima nella zona del cervello connessa con l'emozione positiva: generalmente i volontari posti a questo esperimento hanno riportato valori tra +0,3 di disperazione e -0,3 di beatitudine, Ricard è arrivato ad uno -0,45. Tale valore gli avrebbe assicurato il cosiddetto primato di «uomo più felice del mondo».

Argomenti

Autori

I libri che pubblichiamo sono il nostro contributo ad un mondo che sta emergendo, basato sulla cooperazione piuttosto che sulla competitività, sull’affermazione dello spirito umano piuttosto che sul dubbio del proprio valore, e sulla certezza che esiste una connessione fra tutti gli individui.

Il nostro fine è di toccare quante più vite è possibile con un messaggio di speranza in un mondo migliore.