Possono la meditazione e l’intenzione di cura supportare le cure mediche e facilitare la guarigione? Sempre più studi scientifici dimostrano quanto sostenuto da secoli dalle discipline orientali: il corpo e la mente sono strettamente connessi e il pensiero è in grado di influenzare la realtà.

 

Gli studi moderni hanno ampiamente confermato ciò che le discipline spirituali di matrice orientale hanno intuito millenni fa: mente e corpo sono strettamente interconnessi e l'uno influenza l’altro in modo decisivo. La nostra mente ha un potere invisibile e reale sulla nostra salute in termini negativi e positivi. 

Alcuni principi della fisica quantistica, la disciplina che studia la realtà sub-atomica, confermano l’importanza dell’intenzione e della volontà nel percorso di cura intrapreso. Non bisogna però semplificare questo principio riducendolo alla semplice affermazione “se penso positivo andrà tutto bene”, perché la realtà è molto più complessa. 

Gioacchino Pagliaro, psicologo e psicoterapeuta, per molti anni direttore della UOC di Psicologia Ospedaliera del Dipartimento Oncologico dell’AUSL di Bologna spiega che «da oltre un decennio quella che viene definita la 'scienza nella coscienza' teorizzata da Amit Goswami, professore di fisica dell'Università dell'Oregon, negli Stati Uniti, ha iniziato a riempire pagine di libri, e a essere sostenuta da un numero crescente di studi scientifici. Si tratta di lavori sia osservazionali che trial clinici randomizzati, pubblicati su riviste, che hanno mostrato come il pensiero influenzi la realtà e come la meditazione, indirizzando l'energia, supporti i percorsi di guarigione e i processi biologici di autoriparazione, favorendo il ripristino dell'equilibrio dell'organismo».

Gioacchino Pagliaro nel suo libro "Intenzionalità di Guarigione", Edizioni Amrita, guida al corretto apprendimento e all’uso dell’intenzionalità di guarigione che si rivela utilissimo anche per medici, psicologi e altri professionisti per orientare la cura verso una risposta più individuale alla domanda di salute dei loro pazienti.

«L’intenzione di guarigione è quell’atto mentale in cui la mente ordinaria, liberata dal suo abituale lavorio attraverso l’azione della consapevolezza, può penetrare nel campo quantico delle possibilità e creare la realtà desiderata, attivando all’interno dell’organismo processi di autoriparazione e di rigenerazione finalizzati alla cura e a rendere le cure mediche più efficaci, e si presenta come un’ulteriore opportunità per stimolare i malati a diventare soggetti attivi della cura e per rendere le cure mediche e psicologiche ancora più efficaci».

Al Tao della Fisica di Fritjof Capra pubblicato nel 1974, pietra miliare per l’argomento, hanno fatto seguito molti altri libri e studi nel tentativo di trovare strategie terapeutiche aggiuntive ai farmaci per ripristinare lo stato di salute del corpo colpito da malattie come tumori, infarti, disturbi neurologici.

La meditazione è uno degli strumenti che consente di raggiungere uno stato mentale più rilassato e meno logorante e permette, ad esempio, di accantonare analgesici e antidolorifici vari. Già in uno studio pubblicato circa 10 anni fa dal Journal of Neuroscience, condotto da Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem, gli studiosi erano giunti alla conclusione che la meditazione può influenzare l’attività delle aree cerebrali che controllano lo stimolo doloroso abbassando l'intensità. La meditazione, dunque, ha un effetto analgesico completamente naturale e senza controindicazioni sulla percezione del dolore.

Secondo lo stesso studio la morfina e gli altri antidolorifici riducono in media il dolore del 25%, mentre la meditazione spegne il dolore del 40% agendo sulle varie zone cerebrali che elaborano il dolore a partire dai segnali nervosi provenienti dal corpo. 

La letteratura scientifica dimostra come la meditazione consenta di ridurre le condizioni psicologiche - stress, ansia, rabbia - che provocano uno squilibrio del sistema nervoso autonomo, causando delle variazioni a livello muscolare, vascolare e cardiovascolare e aumentano il dolore esperito. 

«I risultati ottenuti in trentanove anni di lavoro con numerosi pazienti oncologici mi hanno spinto a scrivere il presente libro per far conoscere questo modello della mente non locale, affinché altri colleghi psicoterapeuti e medici possano utilizzare l’intenzione di guarigione e insegnarla ai loro pazienti. Per concludere, farò mie le preziose parole di Ippocrate: “Rallegratevi dei vostri poteri interiori, perché sono la fonte della vostra salute e della vostra perfezione”» conclude Gioacchino Pagliaro.

 

 

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